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Assenteismo, Nunzi: "Si pagano errori della politica"

CIVITAVECCHIA – «La meritocrazia è tipica di una sana cultura riformista, e sbaglia chi si oppone per una atavica avversione ormai incomprensibile». E’ il parere di Tullio Nunzi, Confcommercio, sull’assenteismo dei comunali.
«La polemica nata sui dati riguardanti l’assenteismo negli enti pubblici a Civitavecchia – aggiunge Nunzi – credo che non debba essere limitata solo a questo dato specifico. E’ evidente che se i dati fossero falsi come dicono i sindacati, non rimarrebbe loro che la querela nei confronti di chi ha denigrato una intera categoria; nel caso in cui fossero veri, o forse limitatamente modificabili, il fatto abbastanza grave richiederebbe una profonda riflessione da parte sindacale e del mondo politico,s inistra compresa. Il comune – prosegue Nunzi – rende servizi al cittadino, e nel caso di un tasso così elevato di assenteismo, alcuni servizi resi a fronte di fiscalità elevata, non potranno mai essere servizi di qualità».
Poi Nunzi offre la sua spiegazione del fenomeno: «Credo che in questa città gran parte delle scelte nei vari enti siano state fatte oggi come nel passato, non in base al tasso di professionalità, ma con il grado di vicinanza con qualcuno, o parentela, o conoscenza politica. Certe scelte di manager pubblici ad esempio, con un curriculum risibile, non hanno mai visto rivoluzioni di coscienze, né da parte sindacale né politica. Su questo sarebbe bene che le forze politiche, in particolar modo di sinistra, prendano posizione, altrimenti l’antipolitica, che ha profonde e giustificate ragioni per parlare, direbbe che tutta la politica è omologabile, che tutti sono uguali. Tra i dipendenti pubblici esistono professionalità e capacità che vanno valorizzate, e non inquinate da chi sceglie di essere fannullone; i dirigenti a loro volta facciano il loro dovere, perché debbono dirigere. Non vorrei che per non decidere la politica creasse un sistema, né fondato sulla meritocrazia, né sull’uguaglianza, dove prevarrebbe l’ingiustizia e lo scarso merito. Si creerebbe (o meglio si è già creato) un assurdo sistema di mediocrità che non permetterebbe mai il decollo di questa città».

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