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Baby gang e immigrati: sicurezza a rischio

Si moltiplicano le risse del sabato sera tra giovanissimi, innescate spesso da alcol e droga Dopo l’omicidio di Roma cresce la paura. Don Picu difende la comunità rumena: «Non facciamo di tutta l’erba un fascio»

Si moltiplicano le risse del sabato sera tra giovanissimi, innescate spesso da alcol e droga Dopo l’omicidio di Roma cresce la paura. Don Picu difende la comunità rumena: «Non facciamo di tutta l’erba un fascio»

di GIANTELEMACO PERTICARA’

CIVITAVECCHIA – Serate intere passate a bere e fumare sul viale, che immancabilmente si concludono con una violentissima rissa. E’ ciò che accade in città da un po’ di tempo a questa parte, dove i protagonisti di caldi fine settimana sono spesso giovanissimi, che solo di rado superano i 18 anni. Scorrazzate pazze sui motorini e corteggiamenti al limite dell’accettabile, molte volte si traducono in autentiche esagerazioni, che vedono gli adolescenti sconfinare sul terreno dell’illegalità. Complici spesso gli stupefacenti e una buona dose di alcol, ecco che la miccia prende fuoco. L’ultimo episodio è accaduto a viale Garibaldi lo scorso sabato intorno alle 22,30, quando un ragazzo è stato pestato brutalmente da una banda di giovanissimi pronti a lavare col sangue l’offesa subita da un loro amico e coetaneo. Non è basto ad M. rifugiarsi in un albergo sul centralissimo viale Garibaldi, è stato raggiunto e colpito nonostante la presenza sul posto delle forze dell’ordine.
Un aspetto delicato quello della sicurezza, che a quanto pare non riguarda solamente gli stranieri, spesso fatti oggetto di critiche per via di alcuni loro comportamenti non proprio leciti. «Se ne devono andare, la polizia deve fare di più, l’italiano all’estero non si comporta come fanno gli stranieri qui, nel nostro paese». Ieri mattina il signor Luigi ha commentato così la presenza al parco Antonelli di cittadini stranieri, dediti all’alcool e spesse volte protagonisti di risse furibonde davanti a mamme e bambini «E’ uno spettacolo che va avanti da troppo tempo, e fosse solo questo il problema». Difatti Luigi è solo partito dalla descrizione del parco, per poi arrivare a parlare di reati commessi in città da stranieri, romeni in particolar modo, che vanno dalla molestia al furto, dall’aggressione fino alla violenza sessuale, mentre un gruppo di suoi amici confermava le frasi riportate ed aggiungeva peso al carico. Un argomento quello riguardante l’integrazione dei cittadini stranieri, da sempre oggetto di forti polemiche e tornato tristemente di moda dopo i fatti accaduti a Roma la scorsa settimana, quando una donna italiana è stata stuprata ed uccisa da un cittadino dell’est, successivamente arrestato. Civitavecchia vanta già da 10 anni la presenza di una comunità rumena, la ‘‘Colonna dell’Infinito’’ che conta circa 3000 persone. Naturalmente gli stranieri, comunitari e non, sono molti di più, e oggi vivono i postumi di una azione sconsiderata che rischia di trasformarsi in luogo comune a scapito di coloro che si sono già integrati da diversi anni. Sul tema è intervenuto il presidente della comunità, Don Giorgio Picu, ovviamente gettando acqua sul fuoco: «Non confondiamo i romeni coi rom di passaggio – ha dichiarato – quelli sì che creano problemi». Ha tirato in ballo le leggi e le forze dell’ordine il sacerdote, ricordando ancora una volta che commettere reati non risponde ai colori di nessuna bandiera. Una considerazione da cui partire, per cercare di fare il punto sulla situazione dell’ordine pubblico, che in città rischia di diventare allarmante per i cittadini onesti, italiani e stranieri che siano.

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