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Barca trasparente, tutta la verità di D’Amelia

S. Marinella. Continua a tenere banco il caso del natante che il sindaco Tidei vuole cedere ad Anguillara Il direttore della riserva naturale di Macchiatonda incalza: «E’ un progetto che si è voluto far fallire. Il territorio dovrebbe avere amministratori in grado di valorizzare le iniziative anziché svenderle ad altre amministrazioni»

S. Marinella. Continua a tenere banco il caso del natante che il sindaco Tidei vuole cedere ad Anguillara Il direttore della riserva naturale di Macchiatonda incalza: «E’ un progetto che si è voluto far fallire. Il territorio dovrebbe avere amministratori in grado di valorizzare le iniziative anziché svenderle ad altre amministrazioni»

di CRISTIANO A. DEGNI

SANTA MARINELLA – Triste è il destino della barca ormai chiamata ‘‘trasparente’’ per la caratteristica del suo fondo, adatto per scrutare il mare e mostrare quello che le onde nascondono. Nessuno la vuole più, dopo che tanto era stato fatto per portarla a Santa Marinella. Anzi, ora che nessuno sa più cosa farne, qualcuno che la vuole c’è: il Comune di Anguillara al quale il sindaco Tidei l’ha promessa nei giorni scorsi. Mimmo D’Amelia, attuale direttore della Riserva Naturale di Macchiatonda ne vuole parlare perché secondo lui «l’esperienza della barca è l’esempio di come un bel progetto, se non stimolato adeguatamente, possa miseramente arenarsi – è il caso di dirlo – e fallire». «Nel 1994 organizzammo con il wwf Italia una campagna estiva di sensibilizzazione alla tutela marina. Utilizzando un natante con chiglia trasparente sottomarina molti visitatori poterono ammirare la fauna marina nel loro ambiente naturale e anche resti archeologici sommersi. L’iniziativa piaccque e nell’estate del 2001 convinsi il sindaco Bordicchia a riproporla. Il WWF concedette il natante al sottoscritto, e in collaborazione con il Museo civico, la società Archeodromo e gli operatori Stefano Caselli e Riccardo Piroli della cooperativa Anser, proponemmo al pubblico l’iniziativa ‘‘Pyrgi sommersa’’. Non risultava a quel momento nel Lazio nessuna esperienza in materia, visto – continua D’Amelia – che la barca del wwf operava in Calabria. Anche questa iniziativa ebbe successo e l’amministrazione comunale, per mezzo di un finanziamento della Provincia, decise di acquisire un mezzo pur trascurando i consigli in merito alle qualità del natante che chi lo aveva gestito poteva offrire. Al posto di una gestione manageriale cominciò quella politica, compresa la diatriba fra gli assessori in merito alla competenza sul progetto. Nell’estate del 2004 la barca, attraverso un autorizzazione temporanea fu affidata alla società Archeodromo che assunse un esperto capobarca locale, Salvatore D’Agostino, una guida storico naturalistica Cristina Civinini e iniziò delle minicrociere che partendo dal porto di Santa Marinella raggiungevano i fondali del Castello di Santa Severa». «Subito – prosegue D’Amelia – molte richieste che fecero triplicare i viaggi. Finita quella fortunata stagione sulla barca, complice le note problematiche burocratiche, è sceso l’oblio amministrativo e l’abbandono manutentivo. Il territorio dovrebbe avere amministratori in grado di valorizzare la ‘‘nostra barca trasparente’’ e non svenderla ad altre amministrazione pubbliche più avvedute. Ricordo – conclude il direttore della riserva – che i limiti di navigazione dettati dalle condizioni meteo sono gli stessi che si possono incontrare nei laghi vulcanici come quello di Bracciano. L’idea che la barca trasparente vada via da Santa Marinella è forse il fallimento di un idea romantica di intendere e far intendere i caratteri del nostro territorio al turista, al villeggiante al residente, ma si sa che il romanticismo, come il rispetto della cosa pubblica, non porta consenso».

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