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Beni culturali: accordo tra Regione e Ministero

Fondi anche per Tarquinia e Montalto

Fondi anche per Tarquinia e Montalto

TARQUINIA – E’ stato presentato nei giorni scorsi il quarto accordo integrativo dell’A.P.Q 1 tra il Ministero per i Beni e le attività culturali e la Regione Lazio. Il provvedimento prevede, per la Provincia di Viterbo, un ampio “parco” di interventi articolati in due sezioni, una attuativa ed una programmatica. La prima sezione muove un volume di investimenti pari a complessivi 4.370.000 euro, finalizzati alla realizzazione dei seguenti progetti: Viterbo (Teatro Unione, II e III stralcio per lavori di restauro e ristrutturazione), Tarquinia (riallestimento e valorizzazione Museo archeologico), Viterbo (restauro Teatro romano di Ferento), Caprarola (restauro e valorizzazione Palazzo Farnese), Bagnaia (restauro e valorizzazione Villa Lante). La seconda sezione, quella programmatica, prevede l’attivazione di ulteriori 3,8 milioni di euro, per la copertura finanziaria dei seguenti interventi: Montalto di Castro (restauro e valorizzazione nel Parco archeologico di Vulci), Tarquinia (Ristrutturazione-allestimento Palazzo Bruschi e recupero e restauro porto Gravisca), Tuscania (interventi recupero chiesa San Francesco e recupero tratto cinta muraria), Vetralla (Recupero antico complesso Forum Cassii), Caprarola (manutenzione Palazzo Farnesee e manutenzione giardini ornamentali), Viterbo-Bagnaia (manutenzione giardini ornamentali Villa Lante e restauro soffitto palazzina Montalto), Canino (Museo archeologoico di Vulci, recupero sotterranei). “Dopo i 10 milioni di euro stanziati lo scorso anno, la Regione Lazio – ha dichiarato il capogruppo del PD al Consiglio Regionale, Giuseppe Parroncini – prosegue nella strategia di valorizzazione del patrimonio architettonico e storico. Uno sforzo di vaste proporzioni, capace di dare un nuovo volto alle prospettive di sviluppo territoriali. Con il varo della strategia degli attrattori, si è aperta, nell’ambito delle politiche culturali, una nuova “epoca”. Un’epoca segnata dalla volontà di scommettere sulle vocazioni territoriali e sui beni culturali intesi nella loro accezione più ampia ed autentica. Per la Tuscia si tratta di uno straordinario impulso in grado di recuperare e riattivare un “sistema”, di dare sostanza e prospettiva ad un modello di crescita sociale ed economica. Ripartire dalla straordinaria miniera di bellezze artistiche ed architettoniche, metterle in rete, collocarle in una dimensione organica e coerente di programmazione e sviluppo. Una griglia di obiettivi – ha concluso Parroncini – che non è rimasta sulla carta ed ha assunto sempre più la fisionomia coordinata di atti e fatti concreti”.

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