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<br />Bilancio, ok del consiglio comunale di Tarquinia

Ultimo atto dell’amministrazione uscente Polemiche sull'assenza del piano finanziario della Multiservizi 

Ultimo atto dell’amministrazione uscente Polemiche sull'assenza del piano finanziario della Multiservizi 

TARQUINIA – E’ stato approvato sul filo del tempo il bilancio preventivo 2007. L’assise del Comune di Tarquinia si è riunito lunedì per sottoporre al vaglio di tutti i consiglieri lo strumento economico che è l’ultimo dell’amministrazione uscente guidata dal sindaco Alessandro Giulivi. Dopo una lunga discussione, il parlamentino tarquiniese ha chiuso l’approvazione a maggioranza rispettando il famoso patto di stabilità. Nel corso della riunione non sono mancati però momenti di tensione tra maggioranza e opposizione sulla questione del bilancio preventivo della socità municipalizzata Multiservizi, presiduta dall’esponente di Forza Italia Nazzareno Dili. Ingarbugliatra la questione del bilancio, rimasta infatti in sospeso. La società ha presentato infatti un piano finanziario incompleto nonostante le ripetute lettere e i continui solleciti del sindaco Giulivi. Il diessino Sandro Celli non ha mancato di sottolineare la gravità della cosa, parlando anche di super consulenze e tariffe sempre troppo alte per i cittadini. La società ha comunque tempo tre mesi per presentare tutti i chiarimenti al bilancio, di cui hanno chiesto spiegazioni i tecnici funzionari comunali. Quanto al bilancio comunale, la chiusura è in attivo e garantisce tutte le caratteristiche dello strumento precedente: nessuna variazione all’Ici e, ci tiene a sottolineare l’assessore alla pubblica istruzione Silvano Olmi, nessuna aumento sui costi della mensa scolastica. Niente sorprese dunque, per i cittadini. Semmai qualche mal di pancia da parte degli assessori che per il rispetto della stabilità si sono visti dimezzare in alcuni casi i fondi disponibili. E’ il caso della cultura e spettacolo che soffre dell’accantonamento obbligato di 200 mila euro. «Siamo tra i pochi che si prendono cura di garantire il patto di stabilità», ha sottolineato l’assessore Olmi, anche se poi ci sono molti Comuni che non lo fanno e ai quali viene data la possibilità di adeguarsi in un secondo momento.

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