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Casaletto Rosso, Alessio Gatti: &laquo;Il sindaco faccia un passo indietro&raquo; <br />

Polemiche sulla costruzione di 300 alloggi tra il Fosso di Scarpatosta e il poligono, l’atto tornerà in commissione martedì. Balloni difende il progetto definendolo positivo per la collettività 

Polemiche sulla costruzione di 300 alloggi tra il Fosso di Scarpatosta e il poligono, l’atto tornerà in commissione martedì. Balloni difende il progetto definendolo positivo per la collettività 

ZONACIVITAVECCHIA – E’ ormai polemica sul programma integrato riguardante l’edilizia residenziale agevolata per le forze dell’ordine impegnate nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo, dopo la delibera di giunta dello scorso 30 luglio, che prevede la realizzazione di 300 alloggi per un totale di 140 mila metri cubi in località Casaletto Rosso, atto portato per quattro volte in Commissione Urbanistica e mai messo ai voti. L’area che va dal Fosso di Scarpatosta al poligono, risulta non edificabile, per questo motivo secondo diversi esponenti dell’opposizione, appellarsi all’articolo 18 della legge 203, sarebbe un modo scorretto per aggirare la legge. Gli appartamenti, la cui costruzione è affidata alle imprese Edilcom e Napoli 18, verrebbero ripartiti in 58 alloggi destinati alle forze di polizia, 42 in indirizzo sovvenzionato dalla Regione Lazio e i rimanenti 200 assegnati al mercato libero. La proposta non è stata accolta con entusiasmo dalla Commissione competente, in cui i membri di opposizione e Mario Fiorentini della maggioranza, hanno detto no all’iniziativa, mettendo in questo modo il presidente Alvaro Balloni nella condizione di dover evitare una votazione che si sarebbe rivelata con molta probabilità sfavorevole. L’esponente del Polo Civico ha comunque difeso il progetto: «E’ una proposta che, come tutte le altre, va valutata con attenzione. Certo – ha aggiunto – riconosco che comporterebbe un notevole impegno finanziario, a maggior ragione vorrei che fosse discusso il più possibile, prima di arrivare in Consiglio Comunale, poiché, nonostante sia invasivo – conclude – darebbe una risposta positiva alle esigenze della collettività». Qualcun altro invece dalla maggioranza, ritiene il progetto catastrofico. Fabrizio Reginella ad esempio, insieme a Sandro Scotti e a Stefano D’Angelo, ha proposto un ordine del giorno da portare in consiglio, per destinare l’area parallela alla variante Aurelia ad uso sportivo oppure ad area verde. Una iniziativa sposata tra l’altro dai capigruppo dell’opposizione, Mauro Guerrini in primis, che ritiene giusto imporre un vincolo permanente di inedificabilità. Sulla questione ha espresso il suo punto di vista anche l’esponente del Pd Roberto Tamagnini, che evidenziando la bassa crescita demografica della città, si è detto perplesso riguardo alle nuove costruzioni: «Perché insistere a realizzare cubatura in quella parte di città tanto periferica? – si domanda in una nota – Quale sarebbe il costo delle opere di urbanizzazione?». Gli fa eco il consigliere comunale dei Ds Alessio Gatti: «Diciamo no alle cementificazioni selvagge – ha dichiarato – la Commissione Urbanistica ha già detto la sua sulla proposta fatta da una parte della maggioranza, facendo intendere la sua contrarietà all’iniziativa di costruire in una zona in cui davvero non vi è alcun bisogno». Gatti riporta gli umori dei capigruppo, precisando che l’avversione nei confronti delle nuove costruzioni, non riguarderebbe soltanto l’opposizione. Si rivolge quindi al primo cittadino, al quale rivolge un appello: «E’ opportuno che il sindaco faccia un passo indietro – ha affermato – ritirando immediatamente il provvedimento presentato».

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