Pubblicato il

Cecchino spara dal balcone: un morto a Guidonia

   di FABIO MARUCCI

GUIDONIA – Un condominio quasi anonimo di Guidonia, in via Gualandi 44, che si trasforma in una trincea. Asserragliato nell’anomalo quartier generale nascosto tra le case, il cinquantaduenne A. S., ex militare dal passato difficile. È lui l’uomo del terrore, che nelle scorse ore ha trasformato una tranquilla serata di novembre in un film di guerra. Nessun movente per il folle gesto dell’uomo che a partire dalle 19 ha iniziato a sparare in strada dal balcone, utilizzando una carabina e una pistola semiautomatica. Polizia e carabinieri accorsi sul posto si sono trovati di fronte una fortezza inespugnabile: l’ex militare aveva seminato dei mortaretti sulle scale del palazzo, pronto a farli esplodere a distanza se qualcuno avesse tentato di fermarlo. Una follia durata alcune ore, proiettili sparati con precisione che hanno ucciso G. D. S., un commerciante di 55 anni e ferito gravemente una guardia giurata, trasportata d’urgenza all’ospedale San Filippo Neri di Roma. L’irragionevolezza assassina di A. S. ha coinvolto anche altri sette passanti: uno studente universitario, una donna, un medico intervenuto per soccorrere i feriti due rappresentanti delle forze dell’ordine, un dipendente del ministero dell’Interno e un altro uomo di 57 anni. Tutti raggiunti dalla raffica di proiettili. Sul posto anche gli artificieri, che hanno notato la presenza di alcune micce collocate sul tetto dal cinquantaduenne, pronte per essere accese. Il cecchino si è arreso solo dopo aver appiccato il fuoco sul balcone, quando polizia e carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento. Le munizioni le aveva terminate tutte, rimaneva solo la determinazione di un uomo che da anni aveva tagliato i ponti con la moglie e la società. Agli agenti che lo hanno prelevato, l’omicida ha chiesto: «Siete venuti a tagliarmi la testa? Eccomi», abbassando poi il capo davanti ad un ufficiale dell’Arma. L’ex militare sarà ora interrogato presso la Questura di Roma dal Pubblico ministero Salvatore Scalera e dal procuratore capo di Tivoli Elio Costa. Il reato ipotizzabile è quello di omicidio. Significative le parole del Questore Marcello Fulvi: «Si muoveva al buio, in una posizione di vantaggio da un punto di vista tattico. Quando è stato portato via ha quasi inneggiato, come a dire “sono bravo”».

ULTIME NEWS