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Ciani-Moscherini, inizia il disgelo

Il Sindaco e il Presidente dell’Authority d’accordo sulle linee guida alla base del Piano operativo triennale «La nuova sinergia tra porto e città condurrà allo sviluppo del territorio» Entrambi convengono per una crescita a nord dello scalo di Civitavecchia 

Il Sindaco e il Presidente dell’Authority d’accordo sulle linee guida alla base del Piano operativo triennale «La nuova sinergia tra porto e città condurrà allo sviluppo del territorio» Entrambi convengono per una crescita a nord dello scalo di Civitavecchia 

di SIMONE CARLETTI

 

CIVITAVECCHIA – È crollato il muro di mattoni che negli ultimi tempi ha diviso Pincio e Autorità portuale. Dopo una battaglia a colpi di ricorsi al Tar, mancate partecipazioni ad incontri sullo sviluppo del territorio e dichiarazioni sull’altrui ingerenza nei rispettivi ambiti di lavoro, per Ciani e Moscherini è arrivato il momento del disgelo. Fianco a fianco, con un’apparente tranquillità disegnata sui loro volti, il sindaco di Civitavecchia e il Presidente dell’Authority, nel presentare la bozza di progetto del Piano operativo triennale (Pot) delle opere dei porti del network laziale, alla presenza anche dell’assessore ai trasporti della Provincia di Roma, Michele Civita, e dei sindaci di Tarquinia, Mauro Mazzola, e Gaeta, Antonio Raimondi, e del presidente della commissione regionale trasporti, Enrico Luciani, hanno parlato all’unisono di una «sinergia tra porto e città che condurrà allo sviluppo del territorio». Il progetto del Pot, i cui obiettivi sono stati discussi questa mattina dal Comitato Portuale, sarà votato definitivamente solo il 12 novembre, ma la linea di sviluppo a proposito di merci, passeggeri e crociere sembra universale per tutti i soggetti interessati: i Comuni, il Comitato Portuale e le organizzazioni sindacali. «Gli obiettivi tracciati – ha dichiarato il sindaco Moscherini – proseguono le linee di sviluppo date al network negli ultimi anni, ma ci sono strutture importanti che devono essere inserite, perché gli obiettivi restano il terminal Cina a nord dello scalo e il porticciolo della Frasca». Lo sviluppo a nord, attraverso la creazione di ulteriori terminal per i container nel pieno rispetto dei parametri ambientali, sempre se ci saranno degli investitori disponibili, può dunque diventare una realtà concreta e contribuire a «fare di Civitavecchia – ha aggiunto Moscherini – il primo porto nazionale». Sembra dunque scomparsa l’acredine con cui ultimamente il sindaco si rivolgeva al presidente Ciani e viceversa, scalzata da voglia di collaborazione e progetti comuni. E in quest’ottica rientrano il consiglio comunale aperto sul porto convocato da Moscherini per l’8 novembre e quello sulla cantieristica previsto per il 18 dicembre. Sono tanti i progetti da mettere in cantiere nei prossimi tre anni, grazie alla nuova sinergia tra Pincio e Molo Vespucci: «Al centro del Pot – ha dichiarato il presidente dell’Authority Ciani – ci saranno la certificazione ambientale di qualità del porto di Civitavecchia, l’individuazione di una metodologia che consenta l’elettrificazione delle banchine e il raggiungimento dell’autosufficienza energetica attraverso la produzione di energia da fonti alternative e non inquinanti». Per raggiungere questi obiettivi il porto di Civitavecchia non potrà fare a meno del sostegno e della collaborazione degli altri due scali del Lazio, Gaeta e Fiumicino, che dovranno poprio per questo essere sviluppati: «Le merci – ha proseguito Ciani – restano centrali per lo sviluppo di Civitavecchia, essendo il Mediterraneo divenuto uno snodo essenziale per tutti i tipi di traffico. Perciò la logistica integrata non è più una scelta ma una necessità, anche perché fra poco ci troveremo di fronte a richieste superiori all’offerta. Lo sviluppo dei porti di Fiumicino e Gaeta diventa dunque indispensabile, così da alleggerire Civitavecchia recependo le crociere e consentirle il potenziamento del traffico merci». Secondo i progetti discussi dal Comitato Portuale, Gaeta potrebbe diventare un’alternativa per l’attracco di navi da crociera di media portata e nei traffici di merci alleggerire Civitavecchia per il mercato delle automobili. Fiumicino, invece, oltre a prestarsi per l’accosto di navi da crociera, potrebbe anche implementare le linee traghetti dirette alle isole.

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