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Cinque modi per rilanciare il commercio

I candidati sindaco si confrontano su uno dei punti cardine della campagna elettorale. Nell’incontro organizzato dall’Ascom assente solo Dell’Anno. Toccato anche il tema della servitù energetica. Ognuno ha illustrato le sue proposte per il futuro

I candidati sindaco si confrontano su uno dei punti cardine della campagna elettorale. Nell’incontro organizzato dall’Ascom assente solo Dell’Anno. Toccato anche il tema della servitù energetica. Ognuno ha illustrato le sue proposte per il futuro

È un confronto a tutto campo quello promosso dalla Confcommercio tra i candidati a sindaco (assente solo Dell’Anno). Cinque i quesiti posti, che hanno comunque consentito ai candidati di spaziare su vari argomenti. Il primo a prendere la parola è Paolo Giardi, che ha sottolineato il grande ruolo del commercio in una città come Civitavecchia, «che ha un porto cresciuto enormemente in questi anni». Diversa invece la situazione rispetto al turismo, condannato ad avere un ruolo minoritario, «finché sul territorio insisterà il maxi polo energetico, con tanto di riconversione a carbone, che per la città rappresenta un colpo da KO». È intervenuto poi De Paolis che ha invece posto l’accento sulla necessità di creare un piano urbanistico commerciale, che permetta alle piccole attività di resistere all’assalto della grande distribuzione. Decisa anche la proposta di dare una svolta alla situazione del mercato «che – ha detto – è fuori legge da 5 anni». Secondo Gianni Moscherini, invece è la città che deve avere la capacità di attirare i turisti «ed a questo obiettivo mirano i vari progetti inseriti nel nostro programma». Sulla questione energetica, Moscherini ha ribadito la necessità di dismettere la centarle di Tvs, ancora alimentata ad olio combustibile e di fissare una data certa per dire addio alle servitù energetiche, forte limite anche allo sviluppo del porto. Diversi i punti toccati invece da Gabriele Pedrini, CONFCOMMERCIOsecondo il quale la politica ha il compito di difendere il commercio sia dalla grande distribuzione, che dall’abusivismo. Necessaria inoltre una riqualificazione del mercato, «che è un pezzo di storia da tutelare» e lottare contro il carbone, che impedisce lo siluppo turistico. Più articolato infine l’intervento di Nicola Porro, che ha parlato di ‘‘marketing urbano’’, proponendo anche una maggiore collaborazione tra attività (con la creazione di ‘‘centri commerciali naturali’’, che preservino la funzione sociale del classico negozio di vicinato) ed il recupero del mercato, definito «il cuore pulsante della città». In ultimo un cenno alla questione energetica: «l’Enel se ne andrà – ha detto – ma prima dovrà pagare quello che ha preso».

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