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Cinquecento km a piedi per dire no ai Pacs

Un poncho giallo con la scritta “giù le mani dalla famiglia”, la faccia cotta dal sole e dal freddo, quasi sessant’anni e oltre 500 Km nelle gambe, tutti fatti a piedi da Aqui Terme (AL). Sembra parlare da solo, in realtà chiacchiera al cellulare con tutti i suoi sostenitori, e sono tanti. Luigi Nervi è partito dal Piemonte il 26 dicembre e sta conducendo al sua personale battaglia in difesa della famiglia «contro i pacs, i matrimoni gay, la poligamia. Se si tocca anche la famiglia dove andremo a finire?» dice con l’estro e la simpatia di chi andato in pensione da comandante della polizia municipale si è messo a fare il mediatore familiare. Il suo lavoro infatti è quello di evitare che le famiglie, magari per piccole incomprensioni, vadano in pezzi. Allora si capisce perché la storia dei pacs gli abbia fatto salire i fumi al cervello. Tutto solo, senza nessuno sposnsor (neanche politico) se ne va a Roma, dove il 31 gennaio vorrebbe manifestare in piazza Montecitorio contro chi considera artefice di questa dissoluzione di valori, Romano Prodi. Tra i 20 e i 30 Km al giorno, macinati di buon passo fermandosi solo per parlare con la gente. la notte dorme dove può ma mai in strada ospitato naturalmente a pagamento in istituti religiosi, piccoli alberghi, locande. Ci tiene a sottolineare che tutto il budget dell’operazione è sulle sue spalle. «L’unico aiuto che chiedo è che qualcuno mi dia una mano a spostare il trolley da un posto all’altro perché non ce la faccio a camminare con i miei bagagli appresso». Questa notte ha dormito all’Hotel Pino al Mare di Santa Severa dove probabilmente si fermerà ancora. L’unico nemico vero di Luigi Nervi è infatti il maltempo e se ne prevede moltissimo nei prossimi giorni. Lo spaventa anche il fatto che la moglie o le figlie, trovandolo troppo acciaccato, lo inducano a rinunciare all’impresa a due giorni di marcia dalla fine. Lui ha pazienza, il più è fatto. L’appuntamento con il Presidente del Consiglio è il 31 gennaio e Roma è ormai molto vicina. «Mi piacerebbe incontrare chi mi ha sostenuto in questo mese in piazza a Roma». Il Forrest Gump piemontese, come già qualcuno l’ha soprannominato, ci sorride e riprende a camminare.

Cris. Deg.

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