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Cocaina in porto, oltre due milioni di euro il suo valore

Oltre 2 milioni e mezzo di euro. Tanto avrebbe fruttato, una volta immessa sul mercato, la cocaina sequestrata l’altra settimana dalla Polizia di Frontiera nell’ambito della ‘‘Operazione Bonita’’, portata avanti insieme alla Agenzia delle Dogane. Se poi si considera che tutta quella sostanza sarebbe stata tagliata diverse volte prima di essere venduta, allora il suo valore si sarebbe moltiplicato di almeno tre o quattro volte.
«Per non parlare anche del risultato economico – ha spiegato il vicedirettore delle Dogane Francesco Nastasi – avremmo infatti dovuto incassare dagli ipotetici importatori oltre 500 mila euro». Per questi importatori, oltre al reato di traffico internazione di sostanza stupefacente, sarebbe stato ipotizzato anche il reato di contrabbando. Ma di loro, almeno per il momento nessuna traccia. «Stiamo portando avanti le indagini – ha infatti spiegato il dirigente della Polizia di Frontiera Paolo Malorni – le indagini, svolte in modo capillare, sono in corso per cercare di capire anche a chi fosse destinato il carico, proveniente anche questo dall’Ecuador e nascosto nella bananiera che, dopo due mesi, ha fatto scalo al terminal agroalimentare della Cfft».
Proprio perché era da diverso tempo che una nave del genere non attraccava in città a causa di alcuni problemi di tipo sanitario che avevano interessato il terminal, Polizia di Frontiera e Dogane, anche in considerazione dei 250 kg di cocaina sequestrati a dicembre dalla Guardia di Finanza, hanno deciso di intensificare i controlli ed hanno avuto ragione. Lo POLMAREstupefacente era nascosto in due borsoni, all’interno di due diversi container chiusi però da due sigilli gialli, con stesso numero di matricola, per essere ben identificati. La cocaina era divisa in 30 panetti e recava come marchio una rosa stilizzata con foglia: marchio finora mai visto in città. Un piccolo strato di camera d’aria, del caffè e della paprika per cercare di coprire l’odore, del nastro adesivo avvolgevano la cocaina.
«Speriamo che questo sequestro sia un deterrente per il futuro – ha aggiunto il dott. Malorni – noi proseguiamo nei controlli, svuotando tutti i container in arrivo».

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