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Combustione rifiuti, torna l’ipotesi Civitavecchia

L’idea di bruciare immondizia a Tvn, apparsa sul Corsera e attribuita a Pecoraro Scanio, è stata smentita dal ministro Robilotta: «Sarebbe come mettere diossina in un cannone e spararla in aria»

L’idea di bruciare immondizia a Tvn, apparsa sul Corsera e attribuita a Pecoraro Scanio, è stata smentita dal ministro Robilotta: «Sarebbe come mettere diossina in un cannone e spararla in aria»

CIVITAVECCHIA – La centrale Enel di Civitavecchia sarà utilizzita come combustore di rifiuti del Lazio e della Campania? La domanda sorge spontanea dopo l’articolo apparso sul Corriere della Sera, in cui si riportava l’ipotesi rilanciata dal ministro dell’Ambiente Alfonso Pecorario Scanio di bruciare i rifiuti nell’impianto Enel di Civitavecchia, notizia nel pomeriggio smentita dallo stesso ministro che l’ha definita «falsa e priva di fondamento».
A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno si è tornato dunque a discutere animatamente di quarto impianto ed emergenza immondizia nel Lazio, anche in vista del termine, il 31 dicembre, del commissariamento sui rifiuti del presidente della Regione Piero Marrazzo, il quale dovrà decidere quale soluzione avviare al più presto per risolvere il problema. E proprio giovedì pomeriggio in un vertice segretissimo in Campidoglio Marrazzo ha incontrato il sindaco di Roma Walter Veltroni e i ministri allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani e all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Mentre da quest’ultimo è arrivata la smentita sull’utilizzo di Tvn per bruciare rifiuti, Marrazzo sembrerebbe puntare invece per un quarto impianto di gassificazione nei pressi di Albano, impianto che dovrebbe essere realizzato da un consorzio pubblico-privato composto da Ama, Acea e da una società di Manlio Cerroni. Questa ipotesi, si è fatto notare durante la riunione in Campidoglio, costerebbe meno del carbone e potrebbe permettere di eliminare una parte dell’immondizia del Lazio e pure di altre regioni, prima fra tutte la Campania, che da tempo tenta di trovare una soluzione a un’emergenza che ha assunto connotati spaventosi.
Mentre si attende la prossima mossa di Marrazzo in tema di rifiuti, si è subito attivato il mondo politico di Civitavecchia. Con ironia sulla smentita del ministro è intervenuto il leader dell’opposizione Nicola Porro: «Sulle ecoballe, a quanto pare, sono circolate ‘‘ecoballe’’. Per fortuna. Sarebbe bene che tutti condividessero un’altra idea di sviluppo per il nostro territorio, che passa per il progressivo ridimensionamento del vincolo energetico in tutte le sue modalità». «Per noi – ha spiegato il consigliere comunale dei Verdi Alessandro Manuedda – fare di Tvn un inceneritore è un’ipotesi impraticabile e che inciderebbe negativamente su una già precaria situazione ambientale e sanitaria della città». «Non si comprende – ha aggiunto il direttivo di Ambiente e Lavoro, contrario all’ipotesi Tvn – perché non si voglia prendere in esame il sistema moderno della dissociazione molecolare che superando quello della termodistruzione e basandosi sul fenomeno della ossidazione dei rifiuti consente uno smaltimento con impatti ambientali assai minori di quelli in uso finora». Per il capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti Riformisti – Giovane Italia Donato Robilotta bruciare i rifiuti a Tvn «è la più inquinante delle ipotesi, quasi come mettere diossina in un cannone e spararla in aria. Il presidente della Regione Marrazzo – ha detto Robilotta – firmi il decreto che autorizza la costruzione del quarto impianto di gassificazione ad Albano, quello Ama-Acea-privati, entro il 31 dicembre, data di scadenza del commissariamento sui rifiuti, o sarà responsabile dell’emergenza che colpirà la nostra Regione così come sta colpendo la Campania».
(S.Car.)

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