Pubblicato il

Daga e Leoni: &quot;Codice Matilde:una cavit&agrave;&nbsp;sottomarina per i gas della centrale&quot;<br />

TARQUINIA – Un invito al Presidente della Regione Lazio, ai Presidenti della Provincia di Roma e di Viterbo, ai sindaci di Civitavecchia, Tarquinia, Montalto di Castro a far valere i propri diritti sul nuovo progetto dell’Enel, finora sconosciuto anche a loro.  E’ quanto inoltrano gli esponenti di “Uniti a sinistra, Daga e Leoni, che annunciano nuove rivelazioni: “L’Enel sta progettando in una cavità sottomarina, descritta in codice come “Matilde” la immissione dei gas prodotti dalla Centrale a Carbone per immagazzinarli in un area compresa, a 10 km in mare, fra Civitavecchia e Tarquinia. In Europa – dicono i due – si sta studiando quale livello di sicurezza garantiscono questi impianti perché se c’è la fuoriuscita di queste sostanze si rischia il disastro nel raggio di parecchi chilometri”. “Il commissario europeo Andris Piebalgs – continuano – sostiene che prima di dare qualsiasi autorizzazione bisogna avere la certezza sulla sicurezza al 100%. Questi siti di stoccaggio che si stanno studiando nel mondo servono per eliminare le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, ma le valutazioni finora sono molto controverse per il rischio di dispersione con effetti letali. La valutazione da fare non è pregiudizialmente favorevole o contraria. La scienza approfondirà. La questione da sollevare è un’altra. Non è possibile che l’ENEL decida di effettuare un progetto in un’area senza informare e senza coinvolgere chi detiene la sovranità sul territorio: sindaci, presidenti di Provincia e di Regioni. Cosa sanno di questi progetti? Pretendiamo spiegazioni dall’ENEL perché il nostro territorio non è loro colonia. Convochino l’ENEL, la diffidino, e gli facciano richiedere le autorizzazioni. Insomma, facciamo sentire la voce dei diritti delle popolazioni. La vicenda della TAV dovrebbe aver insegnato che l’unica strada praticabile è quella della concertazione”.

ULTIME NEWS