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Dal fuoco all'acqua, tra speculazioni e situazioni vergognose

E’un’estate veramente incandescente, contrassegnata dai piromani assoldati dagli speculatori dell’edilizia, dalle lobby dei rimboschimenti, legati dagli interessi criminali di stampo mafioso. Un’estate incendiata da una politica nazionale, che ha visto andare in fumo quei buoni, ed oggi, manifestatesi falsi propositi, di un reale cambiamento del Paese, fornendo quello scatto d’orgoglio che ci facesse ben considerare come ottava potenza mondiale, fornendo invece al cittadino servizi e tutele da sesto mondo. In un paese alla deriva, dove anche i clandestini, ed i profughi su misere chiatte, sembrano ben conoscere le proprie ingannevoli mete. Una cultura millenaria, una volta depositaria dei doveri dell’accoglienza, e della solidarietà. Dimentica oggi, invero, dell’altro. Pervasa del solo egoismo, e di quella frustrazione, che oggi ci porta a piangere una nostra giovane concittadina, spentasi a soli venti anni, per colpa di un mondo che non riflette, che si tiene in piedi con alcool e droghe, sfuggendo la vita, e la responsabilità che si deve a noi stessi e agli altri. Quella responsabilità che uno stato moderno deve ai suoi uomini e rappresentanti, dove i VV.FF., non dovrebbero avere carenze d’organico per 3500 unità, una mancanza endemica di fondi, un parco mezzi fatiscente e vetusto, senza soldi per le riparazioni, e la mancanza del carburante per farli viaggiare.

Siamo nel pieno della filosofia greca, … dove si passa dal fuoco, … all’acqua. Acea, e SIIT, che inopinatamente chiudono i rubinetti. Li chiudono in modo unilaterale, senza il pudore d’avvisare nessuno. Inficiando un contratto di fornitura debitamente pagato, gettando nello sconcerto l’Amministrazione Pubblica, provocando la ribellione di intere zone della città, : S.Liborio, Santa Lucia, Campo dell’Oro, Boccelle. Acqua, e fuoco. Con l’azienda romana che fornisce 20 litri al secondo in meno, e con una parte ben definita della politica locale, che stranamente si adopera a sponsorizzare, la medesima, come fornitore unico del servizio tramite gli Ambiti territoriali. Una vera e propria catastrofe, e l’ignavia di politici proni ai grandi interessi. SIIT, ed Acea, non forniscono spiegazioni sulle ragioni che li hanno indotti alla riduzione della fornitura prevista, facendo infuriare i cittadini, ed offrendoci prova della trappola evitata con Acea Ato 2. E’ triste rilevare situazioni cosi sconcertanti, la speculazione su uno dei beni peculiari e vitali per l’uomo, l’acqua. Cosa sarebbe accaduto, se nel devastante incendio di domenica scorsa, le bocchette situate a Campo dell’Oro, ed al Dopolavoro ferroviario, fossero state sprovviste del prezioso elemento ? Sarebbe bastata la splendida abnegazione del personale della “Bonifazi”, dei suoi pochi e logori mezzi, dell’aiuto della protezione civile, dei tanti volenterosi cittadini, per avere ragione delle fiamme? Si sarebbe potuta evitare la tragedia dell’esplosione dell’impianto di carburante, lambito dall’incendio in via Pertini? Ognuno deve essere protagonista del proprio destino, ben ha fatto il Sindaco Moscherini, a proporre una soluzione del servizio idrico attraverso una società in “house”. Non svendiamo il nostro patrimonio, anzi lo vogliamo valorizzare, come abbiamo dimostrato con la trasformazione delle “partecipate comunali”, uscendo da una logica d’immobilismo e d’inerzia che ci ha portati nel tempo ad avere un comune sull’orlo del lastrico. Forza, diamoci da fare.

Fabrizio Reginella

Cons. Com. Lista Moscherini.

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