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De Crescenzo, morte per annegamento

L’autopsia effettuata oggi pomeriggio dal medico legale Gino Saladini sul corpo rinvenuto sabato in mare, a largo di punta Capolinaro, ha confermato quanto già evidenziato nel corso di un primo esame esterno: la morte del ragazzo, Emanuele De Crescenzo, è stata per annegamento. Non sarebbero state riscontrate, infatti, particolari lesioni tali da far pensare, come qualcuno aveva inizialmente ipotizzato, un omicidio dietro la scomparsa del giovane. Confermata così la tesi degli amici di Emanuele che venerdì 5 ottobre avevano passato la serata con lui; il diciassettenne pugile di Fiumicino aveva poi deciso di fare un tuffo in mare, senza più tornare indietro. Non c’è stato poi bisogno dell’esame del Dna. I genitori del giovane, infatti, giunti a Civitavecchia nella tarda mattinata di ieri, hanno dapprima riconosciuto gli effetti personali del ragazzo, come la maglia rossa con la scritta bianca e la catenina, e poi hanno anche visto per l’ultima volta il corpo di Emanuele. Intanto sono stati disposti anche gli esami chimico- tossicologici per verificare se il ragazzo abbia fatto uso di sostanze stupefacenti o abuso di alcool prima di gettarsi in mare. Per i risultati bisognerà attendere non meno di un mese.

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