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De Sio lancia il Piano Strategico

L’assessore inizia a lavorare sul ‘‘libro bianco’’ dello sviluppo della giunta Moscherini: «Ci consentirà di pianificare la crescita di tutta l’area fino al 2013»

L’assessore inizia a lavorare sul ‘‘libro bianco’’ dello sviluppo della giunta Moscherini: «Ci consentirà di pianificare la crescita di tutta l’area fino al 2013»

Un masterplan per attrarre investimenti e cambiare volto alla città. La giunta Moscherini si prepara a varare il suo ‘‘libro bianco’’ dello sviluppo, la cui stesura è stata affidata all’assessore Alessio De Sio. L’obiettivo, ambizioso, è di riprogettare Civitavecchia per rivoluzionarne l’economia interna e l’immagine esterna, e per mettere a regime gli interventi coordinandoli con un unico filo conduttore con prospettive almeno quinquennali.

«Abbiamo lavorato per dotare Civitavecchia e il suo territorio – spiega De Sio – di uno strumento che ci consentirà di pianificare il futuro sviluppo di tutta quest’area dal 2007 al 2013. Questo periodo, infatti, è quello interessato alla nuova programmazione dei fondi comunitari. Il Piano Strategico è è il piano della Città, non del Comune, che dovrà nascere dalla concertazione, dal confronto, dal contributo di numerosi soggetti attivi, del tessuto imprenditoriale, culturale, sociale e ambientale».

«Il processo di progettazione – sottolinea Alessio De Sio – prevede tre fasi. La prima, riguardo la costituzione di gruppi di lavoro tematici ed elaborazione della proposta di master plan sulla base delle analisi del territorio cittadino e dei relativi rapporti prodotti dai gruppi di lavoro. La seconda, inerente la concertazione e la condivisione con gli attori locali sui temi scaturiti da tale analisi. La terza, il riassestamento, definizione dei partenariati e adozione definitiva del PS».

«In questa attività – aggiunge l’ex sindaco di Civitavecchia – ci prefiggiamo di incrementare i posti di lavoro, realizzare interventi per nuove residenzialità, potenziare l’imprenditorialità, l’innovazione e l’internazionalizzazione, rafforzare le aree culturali, migliorare l’offerta dei servizi pubblici, migliorare la qualità della vita (con particolare riguardo le fasce deboli), migliorare l’accessibilità e la mobilità dell’area, il tutto con il coinvolgimenti di quanti più attori possibili».

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