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Disavventure di un pendolare "controcorrente"

di SIMONE CARLETTI

CIVITAVECCHIA – Essere un pendolare ‘’controcorrente’’, non significa fare rivoluzioni armate o rifiutarsi di socializzare sul treno, ma solo vivere a Roma e lavorare a Civitavecchia, l’esatto opposto di quello che fanno migliaia di residenti di questa città. Ciò non basta ad evitare disagi di ogni tipo per arrivare a lavoro con i famigerati mezzi di Trenitalia. La giornata tipica del pendolare ‘’controcorrente’’ inizia con uno slalom frenetico tra i milioni di auto che circolano nella capitale ad ogni ora, per raggiungere la stazione di partenza ed evitare così di dover aspettare circa mezz’ora il treno successivo. Appena arrivato sui binari, lo sventurato non fa in tempo a riprendere fiato che subito arriva la prima doccia fredda: “Il treno regionale Roma-Civitavecchia è in ritardo di 35 minuti”. La furbizia del pendolare, che non ha limiti, già lo porta a cercare delle possibili alternative, ma viene subito bloccato da un secondo annuncio: “Anche il treno interregionale Roma-Livorno tarderà di 40 minuti”. Non c’è altro da fare che mettersi ‘’comodi’’ sulle fredde panchine della stazione e lottare con il vento gelido che sferza l’aria per leggere un quotidiano. Finalmente da lontano si ode lo sbuffo del treno in arrivo. Quando si aprono le porte il pendolare ‘’controcorrente’’, già stremato, si avvicina alla prima poltrona che vede. “Non provi a sedersi lì”, lo ammonisce una vecchietta tutta agghindata con un sorriso sulle labbra, “C’è un animale sopra il sedile”. Non serve al pendolare ‘’controcorrente’’ una laurea in entomologia per capire che quell’essere che lo guarda incuriosito da sopra il bracciolo è uno scarafaggio extra-large, a suo agio tra polvere e sporcizia. Rassegnato il pendolare si dirige più avanti e si guadagna il suo meritato posto a sedere. Appena poggia i piedi a terra, quasi non riesce a staccare più le suole delle scarpe dal pavimento perché un liquido appiccicoso è riverso sotto e davanti al suo sedile. Uno sguardo a quattro lattine di birre vuote buttate nell’angolo fa subito intuire di che sostanza si tratti. Con l’umore a terra il pendolare ‘’controcorrente’’ viene anche sgridato dal controllore: “Lei ha sbagliato, questa è la prima classe”. Un’ultima occhiata alle macchie di nero sui sedili, una profonda inspirazione della puzza del vagone e il pendolare ‘’controcorrente’’ lascia il vagone pensando a cosa lo aspetterà nel viaggio di ritorno.

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