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<div align=justify>Considerazioni sui pubblici interventi del dottor Saffioti</div>

In occasione dell’inaugurazione dei locali che ospiteranno l’Andos Onlus, sabato scorso, il Direttore Sanitario della ASL RMF, dott. Saffioti, ha fatto delle dichiarazioni e delle affermazioni che tuonano come un insulto verso coloro che si sono impegnati con dedizione, passione ed operatività per realizzare il progetto sperimentale “Unità di Senologia Diagnostico Terapeutica di II livello nel distretto F1 della ASL RM”, promosso ed elaborato dall’allora Delegata alle Pari Opportunità, Damiria Delmirani, in collaborazione e d’intesa con i vertici aziendali che all’epoca dirigevano la Roma F, e finanziato dalla Fondazione Ca.Ri.Civ. con l’integrazione del contributo del Comune di Civitavecchia.
Far finta di ignorare o disconoscere l’attività di chi, contro tutto e contro tutti, ha avuto la determinazione e la pervicacia di realizzare e portare a conclusione una iniziativa rilevante e di grande utilità sociale significa offendere pesantemente la professionalità e l’opera politica di chi si è dedicato, senza oneri per alcuno, a progetti per il miglioramento della qualità della vita degli abitanti del territorio.  Si è tollerato di tutto: due denunce nel 2004 alla Procure di Roma e Perugia di due eminenti esponenti politici di Rifondazione Comunista per impedire l’apertura del nuovo reparto di Radiologia, tuttora chiuso; l’ostruzionismo di eminenti personaggi politici rappresentanti del gentil sesso all’interno delle Commissione Pari Opportunità – di cui la Delmirani fu eletta Presidente- che hanno ricoperto nell’ultimo governo locale incarichi di rilievo, che volevano persino impedirle l’informazione all’interno dell’organismo perché “i progetti non erano della Commissione, erano della Delegata e ai componenti non dovevano e non potevano interessare” (sic!) – quelle stesse donne che, ad ogni campagna elettorale, si mobilitano, sponsorizzano e fanno da testimonial alla nascita di associazioni per la “prevenzione”.
Ed oggi, dopo che durante la sua gestione l’Azienda Sanitaria Roma F ha ricevuto i rimborsi regionali del primo screening effettuato nella storia di questa città e il finanziamento dal Comune per compensare le prestazioni dei professionisti medici e amministrativi dell’Azienda Sanitaria (gli unici pagati del progetto che ha coinvolto, senza oneri per alcuno, in prima persona la Delmirani, in tutte le fasi organizzative e attuative, 15 donne che hanno gestito il Call Center informativo presso la sede dell’Ufficio Pari Opportunità, nonché dirigenti, funzionari e impiegati comunali), si finge di non sapere nulla e si parla con enfasi di voler eseguire “per la prima volta screening mammografici su Civitavecchia”?!
E’ vergognoso voler disconoscere la valenza di un progetto che ha visto chiamare a screening 15.000 donne del distretto F1, di cui 8.000 solo di Civitavecchia. Che è stato eseguito con grande professionalità e massimo scrupolo, secondo protocolli nazionali, con doppia lettura della mammografia (Firenze e Roma). Che ha consentito alle donne riscontrate positive di effettuare, nonostante gli impedimenti interni, percorsi diagnostici, chirurgici e terapeutici (con spostamenti ad Albano Laziale e spese di trasporto a carico dei relativi Comuni).
I cittadini sono stanchi di essere imbrogliati ed è sempre più difficile illuderli con effetti speciali. Conoscono il passato e l’attualità delle cose, soprattutto quando si parla di salute e di servizi che ancora oggi, nonostante le ripetute richieste e provocazioni della Delmirani, non vengono erogati. Nonostante i ripetuti solleciti della Delmirani, macchinari costosi giacciono inutilizzati in quei reparti la cui reiterata, imminente, apertura è ancora rinviata a data da destinarsi (Nuova Radiologia in costruzione da almeno 15 anni).
Invece che menzogne ed esercizi dialettici si cominci a dare segnali chiari di scelte sanitarie mirate ad erogare servizi. Le risorse umane, economiche e strumentali ci sono. Non serve altro se non la chiara volontà degli amministratori.
Ancora, all’interno di questa vicenda, mi inquieta il silenzio della Fondazione Ca.Ri.Civ. – che ha investito sul progetto di Senologia della Delmirani 120.000 euro di attrezzature – che stride con i pubblici dictat  del passato diretti alla vecchia dirigenza aziendale per la mancata apertura del reparto di “retina medica” che dalla stessa fu finanziato.
Damiria Delmirani
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