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Droga, parola d'ordine prevenzione

I Servizi Sociali del Pincio in prima fila per combattere l’uso di sostanze stupefacenti. I ragazzi delle scuole impegnati nella ‘‘peer education’’

I Servizi Sociali del Pincio in prima fila per combattere l’uso di sostanze stupefacenti. I ragazzi delle scuole impegnati nella ‘‘peer education’’

CIVITAVECCHIA – Anche il Comune è in prima fila per la lotta all’uso delle sostanze stupefacenti in città, specialmente tra i giovani. Non è suonato nuovo, infatti, a Palazzo del Pincio l’allarme lanciato sia dal Ministero degli Interni, che poi anche dal Sert della Asl RmF e dalla Guardia di Finanza. Un allarme che coinvolge i giovani civitavecchiesi, vittime di un utilizzo smodato di sostanze come hashish, certo, ma anche e soprattutto cocaina.
Un problema che il Comune cerca di affrontare con un’unica parola: prevenzione. E’ da qui, infatti, che si deve partire se si vuole davvero far comprendere ai ragazzi i problemi legati a questo mondo. L’ufficio Servizi Sociali del Pincio, sostenuto e coadiuvato da importanti associazioni locali come ‘‘Mondo Nuovo’’ e ‘‘Il Ponte’’, ha messo in campo già da tempo dei progetti dedicati.
Il più importante, e forse quello che meglio centra l’obiettivo, è quello della ‘‘peer education’’, l’educazione tra pari, che mette allo stesso livello i giovani interessati, attraverso un programma di informazione comune. «In base alla legge 309 sulle tossicodipendenze, sulla prevenzione, la cura e la riabilitazione – hanno spiegato le assistenti sociali dell’ufficio comunale – insieme alla Provincia di Roma abbiamo messo in campo questo progetto di Peer Education, coinvolgendo gli istituti superiori cittadini. L’obiettivo è quello di preparare i giovani ad essere loro stessi educatori dei propri coetanei».
Un progetto che li rende protagonisti a tutti gli effetti. «Perchè – hanno aggiunto – i ragazzi vogliono essere in prima fila, sempre. E questo li rende consapevoli di poter fare davvero qualcosa di concreto. Chi è assuntore non lo dice. Però tutti dimostrano un’attenzione particolare al problema. Questo, a volte, fa si che chi ha bisogno riesce poi a chiedere aiuto». Si parte dalla ricerca delle cause, e poi si procede passo passo in un percorso che porta a non nascondere nulla, ma anzi di mettere i ragazzi di fronte alla realtà, indicando quindi quelli che possono essere i danni fisici, psicologici e sociali conseguenti all’uso di sostanze stupefacenti.
E intanto l’impegno del Pincio prosegue, tanto che la Regione Lazio ha chiesto la collaborazione per mettere a punto un piano distrettuale per le tossicodipendenze, finalizzato alla lotta costante all’abuso di droghe.

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