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Ds, si è dimesso il segretario Petrarolo

I Ds si avviano a grandi passi verso la verifica interna, ma nel frattempo al terremoto elettorale seguono le prime scosse di assestamento. Non sono pochi infatti i settori della Quercia che nei giorni scorsi avevano dato evidenti segnali di malumore e mostrato il desiderio di un confronto che rischia di assumere i controni di una resa dei conti. A tenere banco sono naturalmente gli argomenti di sempre, a partire dall’analisi mai svolta fino in fondo degli eventi che hanno preceduto l’elezione di Saladini e poi accompagnato la caduta della sua amministrazione e la conseguente riammissione della sinistra del partito, che sarebbe però ora pronta a fare nuovamente i bagagli, in vista della nascita del Partito Democratico.
Tutte avvisaglie di una frattura che appare inevitabile, cosa che ben sa il segretario della Quercia Sebastiano Petrarolo, che giovedì sera nel corso della Direzione del partito ha rassegnato le proprie dimissioni dalla guida dei Ds. Dimissioni per la verità già annunciate (e che solo con enormi sforzi alcuni militanti avevano convinto il segretario a rinviare fino a dopo le elezioni) e che trarrebbero fondamento non soltanto dalla debacle elettorale. Lo stesso Petrarolo ha infatti ribadito di aver fatto proprio l’unico obiettivo di traghettare il partito in una fase di transizione, riunificando le due principali anime dei Ds, obiettivo in parte raggiunto, visto il reingresso dell’Area Mussi, ma ora venuto meno alla luce dei nuovi scenari, nei quali si prefigura la nascita del Partito Democratico.
Diversi gli interventi che si sono susseguiti nel corso della riunione, che è stata comunque aggiornata alla prossima settimana, visto l’alto numero di coloro che si erano iscritti a parlare (almeno 20 o 25 dirigenti).
Tra quelli che invece hanno preso la parola, il consigliere Marco Piendibene, che ha sottolineato quanto sia stato importante il ruolo giocato da Petrarolo, che, chiamato a gestire una fase obiettivamente delicata, ha lavorato al massimo delle proprie possibilità, esprimendo dunque il proprio disaccordo rispetto alle sue dimissioni. Alessio Gatti invece è tornato a ribadire la necessità di arrivare ad un commissariamento dei vertici della Quercia fino alla costituente del Partito Democratico prevista per ottobre.

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