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E alla fine Tidei fa marcia indietro

CIVITAVECCHIA – Pietro Tidei non può far finta di nulla. Appreso della rinuncia da parte di Moscherini a ricorrere contro Ciani per la presidenza dell’Autorità Portuale, ha detto la sua, innestando una repentina retromarcia: «Avevo ragione io, lo scacco di Moscherini a Ciani c’era e la mia mossa è servita. Nemmeno 24 ore e Moscherini ha ritirato il suo ricorso: ho smontato una situazione di stallo, liberando le mani a Ciani, dopo questo primo successo e la resa di Moscherini, è caduto il 50 per cento delle ragioni che mi avevano spinto a ricorrere al Tar. Ciani ora può iniziare a fare quello per cui il Governo lo ha nominato: una nuova politica per il Porto con chiari segni di discontinuità rispetto alla gestione Moscherini che lo stesso centrosinistra ha giudicato perniciosa». Detta così sembrerebbe una mossa politica di alto livello, se non fosse per il fatto che proprio l’ex deputato durante l’ultima riunione del Partito Democratico, ha tirato fuori diverse altre storie, tutte improntate sulla contrapposizione, che tra l’altro hanno fatto venire la pelle d’oca a buona parte dei militanti politici del centrosinistra presenti all’interno dell’aula Berlinguer. Tidei dice di più: «Finora a ieri sembrava che non fosse cambiato nulla: la maggior parte dei civitavecchiesi era convinta che Moscherini governasse ancora il porto proprio tramite il suo ricorso contro Ciani e che tutto ciò che aveva fatto al porto Moscherini fosse di fatto intoccabile. Adesso che il ricorso di Moscherini non c’è più – prosegue – è il momento di operare un cambiamento visibile, mettere in campo una politica di centrosinistra, cominciando dalla discontinuità». Alla fine si dichiara disinteressato alla poltrona del porto «Continuo ad essere con soddisfazione il presidente della Ferservizi». Una frontiera nuova dalle scarse probabilità di riuscita quella di Tidei, che ora non solo dovrà ammansire il presidente dell’Authority che sicuramente non avrà gradito il ricorso, ma dovrà anche ricucire lo strappo all’interno del Pd, fornendo giustificazioni più credibili della solidarietà e dell’amor di patria.

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