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Edilizia,&nbsp;a Roma raddoppiano i lavoratori rumeni provenienti anche da Civitavecchia <br />

Il dato emerge anche da una ricerca condotta dalla Cgil

Il dato emerge anche da una ricerca condotta dalla Cgil

CIVITAVECCHIA – “Dal 1 gennaio 2007 data di ingresso della Romania nell’Unione Europea sono raddoppiati i lavoratori edili rumeni a Roma e Provincia, passando da 8.933 nel 2006 a 17.475 di oggi. Rispetto a cinque anni fa si è triplicata la loro presenza. Ma si stima che almeno altri 20.000 rumeni sono occupati in nero nell’edilizia della capitale. Un numero che sfugge alle statistiche ufficiali, ma che ingrossa il mercato nero delle braccia nell’edilizia”. È quanto risulta da una ricerca condotta da Fillea-Cgil di Roma e Lazio. “Molti di questi edili rumeni lavora con paghe bassissime, anche 4 o 5 euro l’ora – afferma il sindacato – Fa parte di quel mondo degli invisibili che vive ai margini della società, dentro le baracche, sotto i ponti, che è senza una fissa dimora e senza un riconoscimento del lavoro svolto. Un mondo degli invisibili, quello dei lavoratori stranieri, in particolare romeni, che se venisse regolarizzato avrebbe l’opportunità di trovarsi magari una dimora e non rischierebbe l’espulsione, come previsto dal decreto del governo sulla sicurezza, perché non può documentare la propria attività lavorativa. E’ la comunità romena di Guidonia quella con maggior presenza di edili. I romeni preferiscono prendere la residenza nell’area sud est della Capitale. Tivoli, Fonte Nuova, Pomezia e Velletri ospitano più di un centinaio di lavoratori dell’edilizia con nazionalità romena. Forte presenza di romeni anche nell’area nord ovest della capitale. Ladispoli si colloca al secondo posto nella classifica dopo Guidonia. Da Fiumicino, Cerveteri e Civitavecchia ogni giorno sono centinaia gli edili romeni che si spostano con l’autobus e il treno per andare a lavorare nei cantieri della capitale”.

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