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Frezza: «Serve un terzo comune nella Comon»

Il presidente dell’Università Agraria di Allumiere dice la sua per superare la bagarre Politici e cittadini contro l’abolizione delle Comunità Montane da parte del Governo

Il presidente dell’Università Agraria di Allumiere dice la sua per superare la bagarre Politici e cittadini contro l’abolizione delle Comunità Montane da parte del Governo

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Sono sempre di più quelli che la pensano come il presidente dell’Agraria di Allumiere, Aldo Frezza, che ha chiesto di inserire nell’attuale Comon un terzo comune (Canale Monterano), per superare l’empasse e lavorare seriamente allo sviluppo del territorio. In collina, infatti, non si spegne l’eco delle polemiche e non accennano a diminuire i problemi di gestione di questo ente che da anni ormai vive un periodo di crisi a corrente alternata. E ciò accade proprio mentre in Italia, il governo nazionale sta pensando di abolire questi enti o quantomeno di diminuire, ridurre e semplificare. Questo perché secondo i nostri ministri la razionalizzazione delle risorse e l’abbattimento dei costi della politica sono priorità a cui dare risposte concrete e quindi occorre alleggerire la macchina pubblica. «Il governo – spiegano alcuni responsabili della Comon di Allumiere e Tolfa e i rappresentanti dell’Uncem (l’Unione delle Comon italiane) – ha ignorato le competenze regionali. Non siamo stati infatti chiamati nè a esprimere un parere, nè ci è stato chiesto di proporre un progetto di riorganizzazione di questi enti che svolgono funzioni importanti, dall’agricoltura al catasto, dal sostegno alle attività economiche, fino alla riorganizzazione dei servizi nelle zone disagiate. Per questo proponiamo di aprire al più presto un tavolo per trovare un altro percorso che apra un nuova fase di dialogo tra i territori e il governo nazionale». Un problema serio che vede la Comon collinare in serio rischio di soppressione, quindi è necessario, a detta dell’attuale maggioranza della Comon di Tolfa e Allumiere «collaborare e superare le divisioni e cercare di lottare per evitarne la chiusura dell’ente e per ottenere finanziamenti da distribuire equamente ai nostri due comuni, incrementando quindi le iniziative e le attività». Il monito finale è chiaro: «Basta polemiche e basta divisioni, occorre passare dalle parole ai fatti e rendere altamente produttivo questo ente per il bene di tutti».

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