Pubblicato il

Giulivi contro Mazzola: &egrave; l&rsquo;ora della verit&agrave; <br />

Tarquinia. Si decide chi sarà il primo cittadino. Si vota domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15 Il sindaco conta sull’appoggio anche dell’Udc e dei Socialisti, l’assessore provinciale su quello dei Repubblicani Da capire come voteranno Conti e Leoncelli. Il centrodestra ha chiuso con Baccini e il centrosinistra con Marrazzo

Tarquinia. Si decide chi sarà il primo cittadino. Si vota domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15 Il sindaco conta sull’appoggio anche dell’Udc e dei Socialisti, l’assessore provinciale su quello dei Repubblicani Da capire come voteranno Conti e Leoncelli. Il centrodestra ha chiuso con Baccini e il centrosinistra con Marrazzo

TARQUINIA – Si torna a votare. Domenica e lunedì i 13.586 elettori tarquiniesi sono di nuovo chiamati alle urne per decidere chi sarà il sindaco di Tarquinia. Dopo il record di candidati a sindaco, ben sette al primo turno per 13 liste in corsa, adesso sono rimasti in due a contendersi lo scettro da primo cittadino. Chiusa la campagna elettorale, tra risse e aspri insulti reciproci, adesso la parola passa alla città. A contendersi la fascia tricolore sono il centrodestra del sindaco uscente Alessandro Giulivi e il centrosinistra che si compatta attorno alla figura di Mauro Mazzola. Giulivi, uscito dal primo turno con il 40,74% di preferenze, si presenta alla partita finale rafforzato con un + 9,6% grazie agli apparentamenti con l’Udc di Renato Bacciardi (5%) e con i Socialisti Uniti che al primo turno avevano schierato l’assessore uscente Marco Pacchelli (4,6%). Giulivi mantiene a suo favore le quattro liste del primo turno: An, Fi, Fiamma Tricolore e Lista civica ‘‘Giulivi per Tarquinia’’, quest’ultima uscita dalla competizione elettorale come secondo partito della città dopo quello dei Ds. L’avversario del sindaco uscente è il candidato dell’Unione, Mauro Mazzola, che al primo turno ha ottenuto il 42,33% delle preferenze ed ha accresciuto adesso le sue fila con il 3,7% del partito Repubblicano, che con un colpo di scena, difficile da spiegare, ha deciso di schierarsi con il centrosinistra, dopo aver amministrato in questi cinque anni con il centrodestra al fianco del sindaco Giulivi. Per Mazzola, restano poi Ds, Margherita, PdCi e lista civica ‘‘Mauro Mazzola sindaco’’. A conti fatti, la somma delle percentuali darebbe vincente il centrodestra di Giulivi, anche se resta da capire che risultati avranno le due liste rimaste fuori dalla trattativa. Sia la lista di Pierangelo Conti, ‘‘Tarquinia pulita’’ che ha ottenuto 1,87%, sia quella di Murizio Leoncelli ‘‘Lista civica per Tarquinia’’ con il suo 1,77% hanno lasciato liberi i propri elettori di scegliere secondo coscienza. Secondo i pronostici si profilerà un testa a testa Giulivi-Mazzola che potrebbe lasciare col fiato sospeso gli elettori fino all’ultimo voto. Anche se entrambi gli schieramenti sono certi di vincere con un ampio margine. Intanto, nell’attesa della verità dei numeri, resta la scia delle ultime ore di campagna elettorale vissute tra la corsa all’ultimo manifesto e i battibecchi tra i due schieramenti che, venerdì notte, hanno richiesto anche l’intervento di polizia e carabinieri dopo le feste e i comizi organizzati da ciascuno schieramento. Giulivi ha chiuso la campagna elettorale ‘‘alla grande’’ con una maxi festa all’eliporto di Tarquinia, sulla Litoranea, dove oltre tremila persone hanno apllaudito al sindaco che sul palco, con lui ha schierato tra gli altri anche l’onorevole Baccini Nel pomeriggio, invece, oratori pro Mazzola: sul palco di piazza Cavour è salito il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Si vota domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15 nelle 13 sezioni allestite dall’ufficio elettorale. Al primo turno ha votato l’81,63% degli aventi diritto, pari a 11.090 votanti. Con il secondo turno vince chi ottiene più voti. L’augurio di entrambi gli schieramenti è che la percentuale resti alta. Se infatti dovesse rivelarsi bassa, secondo l’esperienza, ciò favorirebbe il centrosinistra. Sono infatti gli elettori di centrodestra ad essere i più pigri a tornare alle urne.

ULTIME NEWS