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I buchi miliardari della Multiservizi di Tarquinia <br />

Luigi Daga

Dalle relazioni e dal dibattito nella seduta del Consilio Comunale di Tarquinia del 28.09.07 scorso emergono fatti gravissimi: Vere e proprie notizie di reato.
Ci troviamo difronte a sperpero di denaro pubblico, a falso in bilancio, malversazioni di varia natura oltre che all’ipotesi di peculato, voto di scambio, omessi controlli ed altro.
Reati di cui si sono resi responsabili per alcuni versi il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, il Revisore dei Conti, il Revisore Contabile (questi ultimi nello stesso anno, il 2006, hanno approvato due bilanci, uno vero ed uno falso). Per altri versi sono evidenti le responsabilità che ricadono sul Sindaco, sul Segretario Comunale e sugli uffici comunali che “hanno chiuso un occhio”.
Aver nominato Presidente un “imprenditore”, che aveva già dato ampia prova delle sue limitate capacità manageriale, avergli consentito ogni forma di abuso coprendolo politicamente ed impedendo persino al Consiglio ed ai consiglieri la visura degli atti è la prova palese della sua complicità. E ancora non è finita: Il nuovo Consiglio insediato a luglio deve scoprire ancora altre cose finora rimaste in ombra: Il bilancio e tutto l’operato del 2005, i prestiti a tassi fuorilegge per favorire le banche e le società di leasing ed altre “amenità” come ho scritto in tre lettere indirizzate al sindaco l’11 giugno 2007 la mattina del ballottaggio quando ancora non si sapeva chi avrebbe vinto. La terna di amministratori attuali farebbe bene ad andarsi a rileggere il contenuto di queste lettere e a verificare le modalità delle forniture assegnate agli amici a prezzi da capogiro, i lavori effettuati senza gare d’appalto, le tariffe dell’immondizia alterate e falsificate per estorcere più danaro del dovuto ai cittadini, i debiti per 4 milioni nei confronti dei fornitori dei medicinali e il prezzo dei singoli farmaci. È roba da manette. Non può finire solamente con alcuni comizi contro questa gente e il contemporaneo ripianamento dei debiti “in silenzio”, come ha già incominciato a fare il Consiglio Comunale, votando all’unanimimità, maggioranza e minoranza, facendo pagare i cittadini e regalando alla Multiservizzi anche tutto il complesso della cartiera costato alcuni miliardi al Comune e che a sua volta la Multiservizi venderà ripianando il saccheggio effettuato. Vanno denunciati alla magistratura costituendosi parte civile e chiedendo il risarcimento dei danni a tutti i responsabili, senza eccezione alcuna.

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