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Il centro destra vara il codice etico

Mentre i malumori della maggioranza sembrano galleggiare ben al di sopra del livello di guardia, il centro destra si prepara a tornare in pista e lo fa con un vero e proprio codice etico promosso dal Comitato di Liberazione cittadino, guidato dal battagliero Alfredo Esposito. Una sorta di decalogo contenente le regole per essere ammessi a far parte della futura coalizione. Uno schieramento che avrà nel suo programma «sviluppo economico, occupazione, qualità della vita, cose di cui la cittadinanza ha bisogno e non le illusioni faraoniche proposte dalla Wanna Marchi di turno». Nessun salvacondotto a chi, in questi anni ha collaborato con Tidei o chi, proprio nel momento del bgisogno, ha scelto «di passare “armi e bagagli” sotto la tiepida egida del Tideismo rubando la dote di voti della destra per uno stipendiuccio da lavascale». Fuori inoltre chi ha subito condanne penali. «La città – afferma il comitato – chiede al centro destra una squadra nuova, pulita, seria, di persone per bene che considerino la politica un mezzo di miglioramento della società e non un sistema per aggiustare le “questioni di famiglia”».

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