Pubblicato il

Il Comitato Crocifisso del Gesù Divino Lavoratore contro don Picu

CIVITAVECCHIA – “E’ dal 27 Settembre (giorno della riunione svoltasi in parrocchia) che si leggono articoli offensivi nei confronti di quelle persone che hanno avuto il coraggio di esprimere il loro disappunto sulle azioni che da tempo Don Giorgio Picu sta svolgendo nella nostra parrocchia. Siamo stati definiti: non fedeli, cattivi Cristiani, xenofobi, oche, diavolo etc….. Tutto per far passare il povero Don Picu vittima. Siamo rimasti in silenzio sino ad oggi, abbiamo ingoiato gli insulti, anche quelli ricevuti durante la messa delle 10:00 dove sono presenti i bambini. Ma dopo la lettera inviata a Civonline il 10 Ottobre 2007, firmata da un certo Dott. Antonio Tobaldo, è giusto che le “oche” strillino le loro opinioni.
Precisando che il valzer mediatico lo avete iniziato voi!!!! Infatti la foto di Don Picu è apparsa spesso sui giornali.
Durante la suddetta riunione, nessuno ha criticato i lavori di mantenimento e miglioramento della chiesa. Nessuno ha messo in dubbio la realizzazione dei soppalchi o la riparazione del tetto. Ma quello che è stato chiesto è molto più importante e cioè: Come vengono pagati i lavori, se da quanto detto da Don Picu, non vengono chiesti soldi ai parrocchiani? Forse con l’affitto dei locali parrocchiali alla comunità rumena? Domanda a cui non è mai stata data risposta.
Il confessionale che esisteva prima, non ha mai ucciso nessuno. Un confessionale come quello è presente in tutte le chiese! Ai tempi di Don Antonio Pascucci, vi erano 3 confessionali uno come aula e due in legno. Comunque anche su quello nessuno ha detto niente. Don Picu è entrato in crisi quando ha visto le numerosissime firme, tutte autentiche, che sono state raccolte tra i fedeli più o meno assidui, che chiedevano di rimettere il crocefisso al suo posto e di restituire i locali per la catechesi, l’oratorio e l’azione cattolica. Ora usati dalla comunità rumena come alloggi e come chiesa ortodossa. Don Picu, ha più volte definito il crocefisso in questione un “oggetto”, senza rendersi conto che stava offendendo prima di tutto Cristo e poi la sensibilità di tutte quelle persone che invece considerano il crocefisso un riferimento della propria Cristianità e poi il simbolo della Chiesa del Gesù Divino Lavoratore, acquistato quarant’anni fa grazie alle offerte dei parrocchiani. Il Crocifisso è stato visto da alcuni parrocchiani tra i calcinacci durante i lavori e prima della nostra protesta, non poteva Don Giorgio avere più cura di lui?. Se Don Picu ha voluto creare una cappella della riconciliazione, poteva metterci un crocefisso nuovo.
Sempre durante la riunione del 27 settembre Don Picu ha detto che la Madonna posta al posto del crocifisso, faceva parte di un trittico e che aveva già ordinato i pezzi mancati (quando si ordina qualcosa, significa che si acquista) ma che vista la reazione della gente avrebbe disdetto l’ordine. Ora dalla lettera del 10 ottobre è uscito fuori che l’opera d’arte è un dono. Qul’è la verità? Comunque vogliamo ricordare che Don Picu sempre durante la riunione del 27 settembre, si è impegnato di togliere quel quadro dopo l’8 dicembre. Volutamente chiamiamo “quadro” perché quell’immagine non rispecchia affatto le caratteristiche della Madonna Cristiana. Sembra più un’opera di stile bizantina, presenti per lo più nelle chiese ortodosse. A proposito, che fine hanno fatto le altre opere raffiguranti il Gesù Divino Lavoratore? Sicuramente giacciono in qualche angolo polveroso, per essere sostituite da altre immagini, oppure devono essere restaurati?. Don Picu ha detto che le chiese non sono musei e che quindi anche i quadri possono essere sostituiti o spostati. Anche questo discorso non ci sembra molto Cristiano! Le Chiese Cristiane Italiane, vengono ogni giorno visitate da gente venuta da ogni parte del mondo, proprio perché attraverso le opere d’arte viene espresso il significato della Cristianità. Altrimenti, secondo il suo discorso, anche S. Pietro non avrebbe ragione di esistere, tanto i quadri si sostituiscono ed i crocefissi si spostano.
Passiamo ad un altro argomento; Don Picu vuole, anzi vorrebbe, intitolare la Chiesa a San Cornelio, come già risulta sul sito internet della nostra parrocchia. Secondo lui San Cornelio fu martire perché aiutò i Cristiani durante le persecuzioni pagane e fu lapidato sulla via Aurelia dopo essere stato mandato in esilio a Civitavecchia. Ma su ogni libro, ogni sito internet, addirittura su quello del Vaticano, la storia è ben diversa. San Cornelio fu fatto Papa contro la sua volontà. Egli voleva perdonare quei Cristiani che ai tempi delle persecuzioni pagane, per paura rinnegarono la loro religione, ma poi passato il pericolo furono pronti a tornare Cristiani. Per questo viene anche detto il “Santo dei cornuti”. Comunque per questo fu esiliato a Civitavecchia dove morì, non si sa dove, come e quando, poi fu portato a Roma tre anni dopo dalla ricca matrona Lucina. Questa è la sua vera storia (documentatevi !). Fu fatto Santo perché nei primi 500 anni ogni Papa veniva santificato e reso martire. Quindi perché intitolare una Chiesa a San Cornelio e non a Gesù Divino Lavoratore? Inoltre il professor Stefano de Fiores, docente alla Gregoriana, ha spiegato che Cristo, essendo Dio, non può essere in comparallelo con nessuno dei Santi, perciò la Madonna e i Santi devono passare attraverso l’unico Mediatore e Salvatore che è Gesù Cristo. Quindi è sbagliato mettere un compatrono al figlio di Dio. Potremmo andare avanti all’infinito, poiché le “oche” si sono informate prima di parlare, hanno studiato e si sono consultate. Al contrario di voi che preferite insultare e lasciarvi abbindolare dalle superficialità. Essere buoni Cristiani non significa solo frequentare le messe, ma anche difendere i propri valori e le proprie tradizioni. Proprio come hanno fatto quei Cristiani che hanno preferito morire durante le persecuzioni pur di difendere la loro religione e non come i lapsi che per le loro ricchezze tradirono Cristo e la Chiesa”.

IL COMITATO DEL CROCEFISSO GESU’ DIVINO LAVORATORE

ULTIME NEWS