Pubblicato il

Il ministro Bianchi a Ladispoli: nella prossima finanziaria fondi per i pendolari <br />

LADISPOLI – “Nella prossima finanziaria sarà istituito un fondo per la mobilità dei pendolari”. Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi durante una tavola rotonda organizzata dal Pdci di Ladispoli (uno dei comuni interessati al voto nel prossimo fine settimana) sul problema dei trasporti. Alla tavola rotonda hanno partecipato, tra gli altri, Lelio La Porta (Pdci), Francesca Di Giriolamo (Prc), Franco D’Antonio (lista civica “Insieme per Ladispoli”), il sindaco uscente Gino Ciogli ed Enzo Paliotta, candidato a sindaco di una coalizione di sinistra, composta da Ds, Rifondazione, Verdi, Pdci e alcune liste civiche tra quella capitanata dal sindaco uscente. “Già nella scorsa finanziaria – ha ricordato Bianchi – siamo riusciti a stanziare 300 milioni per l’acquisto di treni”. Bianchi, dopo aver ricordato di aver “pendolato tutta la vita, prima a scuola, poi all’università da studente e da docente, prevalentemente sui treni”, ha ribadito l’impegno suo e del governo a rendere “i treni dei pendolari meno affollati, più puliti e più puntuali”. Per quanto riguarda la linea del litorale tirrenico del nord del Lazio, Bianchi ha promesso il proprio interessamento per un duplice asse ferroviario, quello tra Civitavecchia e Orte e quello tra Civitavecchia e Fiumicino. “In Italia c’è stata poca attenzione per i collegamenti trasversali, bisogna invertire questa tendenza – ha detto – E poi il collegamento tra Civitavecchia e Fiumicino, oltre ad aiutare i pendolari che lavorano, collegherebbe il più grande aeroporto italiano con il più grande porto passeggeri italiano”. Bianchi ha insistito sulla opportunità del trasporto su ferro, soprattutto alla luce “del recente
richiamo dell’Unione europea che ci ha imposto di abbassare del 6 per cento i consumi di anidride carbonica. “E’ difficile immaginare una
riduzione dei consumo familiare di energia – ha detto – Perciò dovremo concentrarci sui trasporti”. Il ministro è intervenuto anche sulla vicenda della riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia. “Prendo atto che anche nel governo ci sono opinioni diverse, ma continuo a pensare che è una scelta sbagliata. Per due ragioni: perché si tratta della tecnologia più inquinante del mondo e perché con lo sviluppo che sta avendo Civitavecchia con tutto il suo circondario, la centrale modificherebbe fortemente le caratteristiche preesistenti. No dimentichiamo che Civitavecchia ha anche una vocazione turistica: è il più grande porto crocieristico italiano e il secondo europeo dopo Barcellona. Questa vocazione – ha concluso il ministro – contrasta con un ‘aggeggio’ che creerà problemi sotto il profilo ambientale”.

ULTIME NEWS