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Il nuovo assalto Saraceno a Civitavecchia

Prendendo ispirazione dalla vicenda dei rifiuti scoperti nell’area recentemente incendiata di Zampa d’Agnello e dalla cronica situazione della cattiva gestione del ciclo dei rifiuti ( ove per ignoranza ed assoluta incapacità amministrativa passata, presente e forse anche futura si prospetta di costruire una nuova discarica di rifiuti solidi urbani) si conviene che Civitavecchia ha indubbiamente intrapreso una strada ove esistono due ostacoli che ormai sono l’uno la conseguenza dell’altro.
Il primo è l’assoluta mancanza di rispetto che noi stessi abbiamo non solo di Civitavecchia ma del territorio nel suo contesto. Le nostre violazioni le riscontriamo quotidianamente in tutti quei mulinelli di cartacce che il vento crea in ogni angolo di strada . Carte di ogni genere ad iniziare dall’odiosa ed invasiva posta pubblicitaria, ai volantini della trascorsa campagna elettorale fino all’insignificante ( ma poi mica tanto) mozzicone di sigaretta.
Non dimentichiamo poi la totale imbecillità di alcuni nostri giovani concittadini che hanno con scritte e graffiti, deturpato tanti muri, di edifici pubblici e privati dimostrando soltanto che la loro educazione ed il rispetto che hanno per le persone è zero, proprio come la loro intelligenza.
Prendiamo atto anche dei ricordini portafortuna che gli amici a quattro zampe lasciano un po’ dappertutto e che i loro padroni ( i veri animali seppur a due zampe) deliberatamente ignorano nonostante vi siano regole comunali e nazionali ben precise.
Ad un occhio più attento inoltre, non sfuggono i sacchi dei rifiuti abbandonati o talvolta non rimossi per giorni in alcune zone della città e lo stato di degrado e di incuria in cui versano aiuole e spazi verdi (quali ad esempio i parchi pubblici e l’area della Frasca), in aree contigue al ed al porto , ricettacolo di immondizie varie non rimosse da mesi o forse da anni.
In quanto alla raccolta differenziata , in attesa di una campagna istituzionale promossa dall’assessorato all’Ambiente ( come da anni già attivata in tutti gli altri comuni d’Italia), molti aspetti di essa vengono completamente trascurati, in particolare quelli concernenti la raccolta dell’ “umido”. Anche il conferimento all’ azienda comunale Etruria Servizi di materiale ingombrante o non facilmente smaltibile è una pratica alla quale molti nostri concittadini non sono ancora avvezzi. A conferma di ciò, ci sono le innumerevoli discariche abusive composte prevalentemente da materiali da costruzioni e demolizioni, manufatti e lastre in cemento amianto, carcasse di elettrodomestici o reti di letti o materassi giacenti direttamente sui terreni e dislocate sia in zona industriale che in luoghi un po’ appartati, ma comunque non distanti dalle arterie principali.
In ultimo l’assurda situazione che si viene a creare quotidianamente e storicamente nel mercato di Piazza Regina Margherita e vie adiacenti dopo che la tendopoli, paragonabile ai mitici accampamenti romani, sbaracca lasciando sulle strade e nelle aiuole circostanti un tappeto uniforme di ogni genere ortofrutticolo e di materiale da imballaggio.
Tutte queste situazioni nascono da comportamenti che sono addebitabili solo ed esclusivamente a noi cittadini che per cultura non abbiamo maturato quel rispetto del territorio nella convinzione che il gesto dell’abbandono del rifiuto, qualunque esso sia, o dell’imbrattare i muri, venga giustificato e mitigato dall’obbligo del servizio di igiene e nettezza urbana da parte dell’Etruria Servizi.
Comportamenti che spesso vengono repressi quando per motivi di lavoro o per ferie, andiamo a visitare altre realtà in cui la sensibilità dei suoi abitanti tocca direttamente le coscienze. Magari in un’ottica di raccolta differenziata. Purtroppo noi non teniamo conto di un fattore fondamentale ovvero che più sporchiamo la nostra città più l’Etruria Servizi e le strutture comunali rischiano di essere inadempienti.
Ed ecco che giungiamo al secondo ostacolo citato in premessa, ovvero l’impreparazione gestionale e politica ad affrontare una situazione come quella di Civitavecchia. Insomma un quadro non proprio edificante. Se poi allo scarso senso civico di molti nostri concittadini ed allo scadente livello amministrativo locale (riscontrabile in tutti i settori legati alla tutela dell’ambiente e del territorio) aggiungiamo i sempieterni problemi di inquinamento, di viabilità urbana, di gestione delle risorse idriche, nonché la deficitaria situazione della struttura ospedaliera locale, il quadro è a dir poco desolante. Forse, prima di giudicare gli aeroporti altrui, sarebbe opportuno occuparci delle lacune di casa nostra.

 

Fabio Posocco
Ambiente e Lavoro

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