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Il porto subito nel mirino di Porro

Partita ufficialmente stamattina dalla Compagnia Portuale la corsa al Pincio del candidato dell’Unione. «La crescita dello scalo non ha portato occupazione». Bordate anche dai dirigenti Cpc, ma Iacomelli frena. Luciani prima tace sulle critiche a Moscherini, poi rivela: «Sono nella terna»

Partita ufficialmente stamattina dalla Compagnia Portuale la corsa al Pincio del candidato dell’Unione. «La crescita dello scalo non ha portato occupazione». Bordate anche dai dirigenti Cpc, ma Iacomelli frena. Luciani prima tace sulle critiche a Moscherini, poi rivela: «Sono nella terna»

La Compagnia Portuale sosterrà il candidato dell’Unione Nicola Porro. È questo il messaggio chiaro partito questa mattina dalla sede dell’organizzazione dei lavoratori dello scalo, i cui rappresentanti hanno accolto calorosamente il professore universitario per quella che a tutti gli effetti rappresenta l’apertura della campagna elettorale.
A fare gli onori di casa il presidente della Cpc Enrico Luciani, che elogia la scelta di Porro, «la candidatura migliore – afferma – che racchiude in sé tutte le caratteristiche che in questi ultimi anni si sono perse. Il candidato giusto, insomma, per combattere il centro destra che con De Sio e Storace ha fatto a questa città regali come il carbone». Appena un cenno invece alla caduta della Giunta Saladini, avvenuta, secondo Luciani, perché non si sono trovate le ragioni dello stare insieme. «Evento che però non si ripeterà, ora che l’Unione ha ritrovato la sua unità attorno ad un cavallo di razza, fuori da commistioni tra politica e affari». Meno felice secondo il presidente della Compagnia Portuale, la situazione dello schieramento avversario, dove «una parte del centro sinistra ha deciso di candidarsi con il centro destra. Chi si è reso protagonista di un simile strappo – prosegue il consigliere regionale – si dovrebbe vergognare, a partire da chi in questi anni si è definito no coke ed ora si schiera con chi ha portato il carbone a Torre Nord. Un insieme del quale fanno parte quindi anche De Sio e l’ex governatore Storace, la cui giunta ha anche lasciato 10 miliardi di euro di debiti nella sanità, debiti nascosti anche attraverso metodi finiti nelle aule di tribunale insieme ai protagonisti, tranne quelli diventati nel frattempo deputati. Di quella accozzaglia capeggiata da Moscherini, fanno parte infatti anche alcuni partiti, o meglio partitini che a livello nazionale sono organici al centro sinistra e sui quali dovrebbero intervenire le segreterie regionali». Il discorso poi naturalmente scivola sulla situazione del porto, dove, spiega Luciani, «la continuità nello sviluppo passa attraverso la nomina di persone che abbiano lo stesso colore politico delle varie amministrazioni, come nel ’95, quando il centro sinistra aveva ben 5 assi nella manica, con Comune, Provincia, Regione, Governo e presidenza dell’Authority. Anche oggi la crescita può nascere solo da una sinergia con il Comune. E la riscossa parte da qui, postazione dalla quale abbiamo sempre combattuto a testa alta e senza mai entrare nel libro paga di nessuno». Seguono poi gli interventi degli altri dirigenti del gruppo Compagnia Portuale, seguiti da quello del segretario del Prc Gino Lorenti Garcia, secondo il quale Nicola Porro è una candidatura di alto livello, «con la quale a Civitavecchia, dopo anni di buio, si torna a parlare di politica. Si tratta certamente della persona adatta per risolvere i problemi della città, alla quale – conclude Garcia – offriamo quindi il nostro appoggio incondizionato». Sergio Serpente parla invece di scelta coerente, rimarcando le grosse difficoltà che a suo parere SERPENTEincontrerebbe Moscherini, in caso di vittoria, nel governare la città, la cui organizzazione è diversa da quella di una Autorità Portuale. Punta tutto sul porto invece il presidente della Cilp Ivano Poggi, che dopo aver lodato la scelta di Nicola Porro, come candidato sindaco, spiega che «quanto accaduto nello scalo negli ultimi 10 anni, in termini di concentrazione del potere, non deve più ripetersi», invitando poi a considerare che le opere finora realizzate nel porto, «si sono fatte esclusivamente con i fondi elargiti dal centro sinistra, fermo restando che molte di queste non sono come qualcuno le rappresenta». Meno critico con Moscherini invece il presidente della Cpr Maurizio Iacomelli, che, pur bocciando seccamente la pratica del trasformismo, ricorda che il grande ruolo conquistato dal presidente e poi commissario dell’Authority Moscherini è dipeso soprattutto dall’incapacità delle amministrazioni locali di interfacciarsi con lo scalo e con Molo Vespucci. «Non trovo corretto – prosegue Iacomelli – parlare di mancanza di sviluppo, perché la Stessa Cpc è cresciuta in questi anni, fino a raggiungere i 300 dipendenti, incluso l’indotto. Va semmai scisso il ruolo manageriale di Moscherini, sottolineando come per governare sia necessaria una squadra coesa e capace, che, guardando la coalizione che si sta formando, non mi pare che ci sia».
Di tono naturalmente più critico invece l’intervento del candidato Nicola Porro, che sottolinea come un avvio di campagna elettorale presso la sede della Compagnia Portuale abbia un valore sociale importante. «D’altra parte – ha detto – la Cpc è da sempre un baluardo del lavoro, essendo la prima cooperativa del Lazio. Ma il significato è anche storico, visto che da qui sono partiti i primi arditi del popolo che lottarono contro le squadre fasciste. Ed è sempre qui che il 12 dicembre ’69, poco dopo i tragici eventi di Piazza Fontana, in molti ci ritrovammo senza nemmeno darci appuntamento. Oggi molti di coloro che allora erano con noi sono invece al fianco di qualcuno che prima come segretario della Cgil, poi come segretario dei Ds e infine come candidato di Storace per l’Autorità Portuale, ha fatto del trasformismo uno stile di vita». Il professore entra poi anche nello specifico delle vicende portuali, riprendendo le parole del Ministro Bianchi, che aveva parlato di crescita senza PORROsviluppo. «A Civitavecchia – ha precisato Porro – abbiamo un tasso di disoccupazione adatto alla piana della Locride e in controtendenza rispetto ai dati nazionale e regionale, mentre abbiamo un numero di sportelli bancari pari a quello di Varese: è evidente che qualcosa non va e in situazioni come questa spesso si inserisce facilmente anche la criminalità organizzata. La nostra attenzione deve rivolgersi quindi al tessuto sociale, che va difeso attraverso una rete efficace, della quale una città di 53 mila abitanti si deve dotare, contro i poteri forti, senza cedere davanti a chi vuole che la città sia ridotta ad una appendice del suo porto». Poi un appello a Saladini e De Paolis, che in questi giorni hanno preso le distanze dall’Unione. Al primo il professore riconosce il merito di aver «acceso una speranza». A lui l’invito a riavvicinarsi all’Unione, «che è la sua casa e nella quale avrà sempre l’accoglienza che merita». Diverso invece il caso De Paolis. «Con lui – dice – sono disponibile al dialogo, perché insieme condividiamo un desiderio di combattere i trasformismi, non appena mi saranno chiare le ragioni politiche e programmatiche di questa decisione».

Unione campagna elettorale – Interviste Enrico Luciani e Nicola Porro

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