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In cattedrale l’ultimo saluto a Michele

Oggi pomeriggio alle 15 amici e conoscenti si sono stretti intorno alla famiglia dell’operaio morto a Tvn Tanta commozione al passaggio del feretro. Il Vescovo Chenis: «Occorre tacere di fronte al dolore»

Oggi pomeriggio alle 15 amici e conoscenti si sono stretti intorno alla famiglia dell’operaio morto a Tvn Tanta commozione al passaggio del feretro. Il Vescovo Chenis: «Occorre tacere di fronte al dolore»

 di FABIO MARUCCI

CIVITAVECCHIA – Non aveva fretta Michele Cozzolino mercoledì mattina, eppure non ha salutato nessuno, quando la morte lo ha sorpreso in quei tragici frangenti che hanno pietrificato le lancette di un orologio che da sempre segna i secondi della vita.
Durante i funerali in cattedrale c’erano tutti, parenti, amici e colleghi, ognuno racchiudeva in se un dolore composto, perché i secondi quando si fermano non lasciano fiato neppure per un gemito, e non riesci a comprendere il motivo di trentun’anni di vita racchiusi in un feretro.
C’erano il sindaco e le autorità, c’erano i colleghi, e una schiera di sacerdoti.
Un mazzo di fiori poggiava sulla bara chiara contornata dalla gente, mentre le comunità del cammino neocatecumentale si sono strette intorno ai genitori di Michele, intonando un requiem dalle note festanti.
Perché è questo che c’è stato per lui ieri, una festa con tantissimi invitati, alcuni rimasti in piedi a rendergli omaggio ancora una volta prima della sepoltura.
Durante l’omelia è stata letta una lettera del Vescovo Chenis «Di fronte al dolore occorre tacere e avere forza d’animo».
E di forza d’animo ne ha avuta tanta Maria Pia, fin da quando ha saputo che il saluto dato mercoledì mattina a suo marito Michele, non sarebbe stato come tutti gli altri, che non ce ne sarebbero stati altri uguali, fino a che la disperazione non le ha consumato anche le ultime lacrime.
Vicino a lei la piccola Chiara tenuta per mano, che a sette anni non può certo capire perché, a volte nella vita il tempo si ferma. Si è fermato ancora per due volte ieri, dentro e fuori la Chiesa, quando al grido «Ciao Michele» gli applausi commossi dei presenti hanno detto addio a una vita che inspiegabilmente è stata strappata, in un secondo, agli affetti più cari e sinceri. Un giorno a Chiara queste cose verranno dette, così pure al fratellino che a dicembre nascerà. Sapranno che il loro papà è andato in cielo da Gesù, e per loro il tempo della vita scorrerà ancora, nella consapevolezza di un ricordo nitido, sbiadito o forse mai messo a fuoco, mentre un fugace secondo di affetto, avrà lo stesso valore di una eternità.

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