Pubblicato il

Indennit&agrave; ai consiglieri, elusa la normativa <br />

Una circolare del Ministero dell’Interno limita gli eventuali ‘‘stipendi’’ alle somme già ottenute sotto forma di gettone. Sandro De Paolis sostiene la regolarità della proposta: «E’ una riduzione rispetto a ciò che percepiscono altre cariche della P.A.». Perplesso Alvaro Balloni che invita i colleghi di maggioranza ed opposizione a prestare più attenzione alle leggi in vigore

Una circolare del Ministero dell’Interno limita gli eventuali ‘‘stipendi’’ alle somme già ottenute sotto forma di gettone. Sandro De Paolis sostiene la regolarità della proposta: «E’ una riduzione rispetto a ciò che percepiscono altre cariche della P.A.». Perplesso Alvaro Balloni che invita i colleghi di maggioranza ed opposizione a prestare più attenzione alle leggi in vigore

SANDROCIVITAVECCHIA – Altro che parere favorevole a priori, il segretario generale del comune, Luigi Annibali, ha detto la sua sull’indennità mensile proposta per i consiglieri comunali al posto dei gettoni di presenza, facendo ben attenzione a mettere i puntini sulle ‘‘i’’. Ha ripreso la normativa Annibali, sottolineando l’esistenza di due parametri ai quali la commissione Affari Istituzionali ed il Consiglio Comunale devono attenersi, in fase di modifica del regolamento vigente. In sostanza, concedere l’indennità mensile ai consiglieri non è cosa semplice e soprattutto non basta prevedere un compenso inferiore di un terzo a quello del sindaco. Esistono infatti due circolari del Ministero dell’Interno, orientate verso la valutazione di un ulteriore parametro, che porrebbe un freno alla proposta fatta da Sandro De Paolis (Insieme per il Partito Democratico) e avallata dall’organo di indirizzo presieduto da Pasquale Marino.
A deludere le aspettative degli amministratori che già ‘‘sognavano’’ l’indennizzo equiparato almeno nella formula a quello di un assessore, c’ha pensato la circolare del Ministero dell’Interno numero 8 del 5 settembre 2001. La disposizione, peraltro vigente già da sei anni, così recita: «L’indennità non può comunque superare un terzo di quella mensile che compete all’organo di vertice…il regime derivante dalla trasformazione non può comportare per l’ente maggiori oneri finanziari – si ritiene che in sede di bilancio di previsione ciascun ente possa tener conto con eventuale conguaglio a fine anno, del numero delle sedute del consiglio e delle commissioni che si ritiene necessario tenere nell’esercizio successivo per la realizzazione dei programmi e dei piani da attuare, anche tenendo presente, come base di riferimento, il numero di sedute svoltesi nell’anno in corso». Sbagliato allora proporre 800 euro mensili, anche alla luce dei recenti esempi di corresponsioni illegittime, non ancora smaltite dal Pincio. Sandro De Paolis difende a spada tratta l’iniziativa: «La vicenda dei rimborsi ha preso una piega sbagliata – ha affermato – la novità non sarà un aumento, ma una riduzione rispetto a ciò che percepiscono altre cariche legate alla pubblica amministrazione».
A pensarla diversamente, il consigliere di maggioranza Alvaro Balloni (Polo Civico): «L’impostazione data è del tutto sbagliata – ha riferito – la legge non consentirebbe mai 800 euro al mese, perché sarebbero sproporzionati rispetto agli attuali costi del comune». Sarebbe corretto stabilire il principio dell’indennità secondo Balloni, il problema è l’errata interpretazione della legge, che potrebbe portare più problemi che privilegi. Il ‘‘no secco’’ arriva invece da Rifondazione Comunista: «Votando in consiglio a favore dell’istituzione di uno stipendio fisso seppur minimo – fanno sapere Gino De Paolis e Daniele Perello – renderebbe la nostra azione vana e ci accomunerebbe a centri di potere».

ULTIME NEWS