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Interporto, gli esclusi bocciano l'accordo

I corsisti non assunti dall’Icpl contestano l’intesa siglata dall’Rdb Cub l’8 gennaio scorso. "Hanno permesso che 30 di noi restassero fuori e ci hanno chiesto di tesserarci. Intervengano Cgil, Cisl e Uil". Critiche anche alla Regione Lazio: "C’è chi intende inserirci in altre aziende, ma vogliamo solo ciò che ci spetta" 

I corsisti non assunti dall’Icpl contestano l’intesa siglata dall’Rdb Cub l’8 gennaio scorso. "Hanno permesso che 30 di noi restassero fuori e ci hanno chiesto di tesserarci. Intervengano Cgil, Cisl e Uil". Critiche anche alla Regione Lazio: "C’è chi intende inserirci in altre aziende, ma vogliamo solo ciò che ci spetta" 

Alcuni dei corsisti rimasti esclusi dalle assunzioni dell’Interporto prendono ufficialmente le distanze dall’accordo siglato presso la Regione Lazio lo scorso 8 gennaio dall’Rdb Cub. Secondo il gruppo, la Rappresentanza di Base, unica sigla sindacale ad aver sottoscritto l’intesa, non ha tutelato tutti allo stesso modo, «per questo – affermano – chiediamo anche l’intervento di Cgil, Cisl e Uil per poter risolvere questa situazione». Le accuse mosse all’Rdb sono chiare e tra queste c’è l’aver consentito che 30 corsisti rimanessero esclusi dalla trattativa, chiedendo per giunta, senza però mai ottenerlo, il tesseramento di tutti i 160». Secondo i corsisti, peraltro, inadeguato è anche l’impegno assunto dalla Regione Lazio di provvedere all’inserimento degli esclusi in altre aziende con contratto di apprendistato, dal momento che la maggior parte «vuole solo avere ciò che gli spetta», vale a dire lavorare presso l’interporto, soprattutto dopo un corso di formazione specifico (e difficilmente spendibile in altre realtà lavorative, ndr) delle durata di due anni, al termine del quale «tutti hanno sostenuto un esame, ottenendo poi una particolare qualifica appunto finalizzata all’assunzione nell’interporto. La risposta scontata a chi sottolinea queste mancanze – proseguono – è che l’Rtc non è ancora pronta. Ma non è certo colpa nostra. La Regione e l’Icpl dovrebbero provvedere insieme ad impiegare le ultime persone rimaste fuori, come stanno facendo con tutti gli altri, all’interno della struttura, obiettivo al quale abbiamo dedicato due anni di sacrifici, durante i quali siamo rimasti disoccupati. Ci auguriamo – concludono – che il prossimo incontro con la Regione porti ad una giusta conclusione». Una posizione dura quindi, nei confronti di tutti i soggetti coinvolti e che non mancherà certamente di alimentare lo scontro tra i sindacati confederali e l’Rdb-Cub in merito proprio all’affaire interporto, diventato ormai un pasticcio su tutti i fronti.

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