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La assume come colf, poi la abbandona in porto

Una denuncia per furto ed una per falsa attestazione a pubblico ufficiale. Oltre ad una segnalazione agli uffici dell’ispettorato del lavoro che, c’è da scommetrci, le rifileranno una multa di 8000 mila euro, con l’obbligo di pagare i contributi non corrisposti. E’ finito male un tentativo di raggiro, ben congeniato, organizzato da C.M. una facoltosa professoressa 58enne originaria di Terzigno, in provincia di Napoli, nei confronti della collaboratrice domestica, sua coetanea e di origine rumena, che aveva contattato per l’estate. A smascherare i piani della donna è stata la Polizia di Frontiera che, martedì scorso, è stata allertata dagli addetti alla biglietteria della compagnia di navigazione con cui la colf aveva fatto ritorno dopo i tre mesi trascorsi in Costa Smeralda, a servizio nella villa della professoressa. Appena sbarcata, infatti, la donna ha chiesto alla collaboratrice di scaricare i bagagli e portarli nell’auto. «Poi vai a farti un giro – le avrebbe detto – ci ritroviamo qui tra mezzora per partire». Così ha fatto la donna ma quando è tornata, della professoressa, della nuora di quest’ultima e della Bmw X5 non c’era più traccia, sparite. Prima contattata telefonicamente dagli addetti alla biglietteria e poi dagli agenti della Polmare, la professoressa avrebbe negato di conoscere la donna. «C’è sicuramente uno sbaglio» avrebbe detto, sicura di sè. Peccato che all’interno della vettura ci fosse la valigia della collaboratrice con 300 euro e, nella casa di Terzigno, i suoi effetti personali ed il passaporto. Con la collaborazione dei colleghi di Cassino che hanno intercettato l’auto sull’autostrada Roma Napoli e di quelli di San Giuseppe Vesuviano, che hanno effettuato la perquisizione nell’appartamento campano, per la donna è scatta immediata la denuncia, con la colf rumena che è stata accompagnata dalla Polmare prima a riprendere le sue cose a Tersigno poi alla stazione per raggiungere la sorella a Bologna.

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