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La montagna di carbone al setaccio della Gdf <br />

Blitz degli uomini del Roan e della stazione Navale al deposito per lo stoccaggio in località Farnesiana. Intervento di aerofotografia ambientale e ricognizione dell’intera area dopo la denuncia degli imprenditori di Tvn che ipotizzavano il mancato rispetto delle misure di sicurezza 

Blitz degli uomini del Roan e della stazione Navale al deposito per lo stoccaggio in località Farnesiana. Intervento di aerofotografia ambientale e ricognizione dell’intera area dopo la denuncia degli imprenditori di Tvn che ipotizzavano il mancato rispetto delle misure di sicurezza 

Una ricognizione aerea ed un sopralluogo con mezzi di terra disposti dalla Guardia di Finanza al carbonile di Tarquinia, in località Farnesiana, oggetto nei giorni scorsi della protesta dei rappresentanti dei Consorzi delle imprese impegnate nella riconversione della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord. Questa mattina infatti, su disposizione del comandante del Reparto operativo aeronavale Lazio si è alzato in volo dalla base di Pratica di Mare un elicottero che ha provveduto alle operazioni di aerofotografia ambientale e ricognizione dell’intera aerea che ospita il carbonile a cielo aperto, criticato dagli imprenditori perché non rispetterebbe le basilari norme di sicurezza e di tutela della salute e dell’ambiente. Contemporaneamente sono partiti anche delle pattuglie del Nucleo Ambientale della Stazione Navale per un sopralluogo via terra. «L’obiettivo – come hanno spiegato i due comandanti – è quello di verificare la regolarità e la legittimità della presenza di un simile sito dove viene stoccata un’enorme quantità di carbone». Un’attività di ricognizione, dunque, per valutare se sia tutto in regola. Anche se, a quanto pare, ci sarebbe anche un parere positivo, risalente a circa sette mesi fa, da parte della Magistratura interpellata dalla stessa Amministrazione Comunale di Tarquinia. A porre dei dubbi sulla legittimità del sito fu, inizialmente, l’ex giunta Conversini, poi l’azione fu proseguita dall’attuale sindaco Giulivi. La magistratura però avrebbe confermato la regolarità del sito, sotto ogni punto di vista. La Guardia di Finanza valuterà comunque la situazione, verificando se effettivamente il sito carbonifero rispetti tutte le norme ambientali, di sicurezza e di salvaguardia della salute. «Adesso siamo ancora nell’ambito dei controlli amministrativi – hanno aggiunto i due comandanti delle Fiamme Gialle – ma non è escluso un ricorso alla Magistratura competente qualora un domani dovessero riscontrarsi situazioni più gravi o dovessero emergere particolari critici». Si dovrà però attendere diverso tempo per poter avere in mano dati chiari e risultati concreti dei sopralluoghi effettuati questa mattina. Ad essere sotto controllo, oltre all’area di stoccaggio, una vera e propria montagna di migliaia di metri cubi di carbone, anche le modalità di trasporto dal porto di Civitavecchia al sito di Tarquinia. Sembrerebbe infatti che i camion TARQUINIAdisperdano le polveri durante il tragitto. Accusa rispedita immediatamente al mittente da parte del Consorzio Autotrasportatori Civitavecchia. «Il carbone viene caricato sui tir attraverso apposite strutture, chiamate tramogge, che ne evitano la dispersione – ha spiegato Maurizio Carmignani, uno dei referenti del Consorzio – poi il carico viene coperto da appositi teli o comunque da rivestimenti meccanici che consentono di trasportarlo in tutta sicurezza a Tarquinia, negli orari stabiliti, ossia dalle 6 alle 12 e dalle 13 alle 18.30. Siamo continuamente sottoposti a controlli anche da parte della Asl e non sono state mai riscontrate delle irregolarità». Irregolarità o meno, la vicenda del carbonile a cielo aperto suscita perplessità, soprattutto perché ci si chiede come sia possibile, con tutte le nuove tecnologie in circolazione, trovarsi di fronte ad una simile montagna di carbone. Una cosa è certa, secondo le Fiamme Gialle però: le polveri sono spinte per la maggior parte nel territorio di Tarquinia e nel viterbese in virtù della combinazione dei venti presenti in zona.

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