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La morte di Giulia, una città sotto shock

Gli amici e i colleghi sconvolti per la tragica scomparsa della 21enne civitavecchiese. Maurizio Iacomelli (Cpr): «Siamo addolorati, non ci sono parole». Ancora non si sa la data delle esequie. La serata con l’amica, poi la decisione di andare a Guidonia 

Gli amici e i colleghi sconvolti per la tragica scomparsa della 21enne civitavecchiese. Maurizio Iacomelli (Cpr): «Siamo addolorati, non ci sono parole». Ancora non si sa la data delle esequie. La serata con l’amica, poi la decisione di andare a Guidonia 

di GIANTELEMACO PERTICARA’

Una città scioccata dall’ennesima tragedia della strada, una città che piange una ragazzina che non ha fatto in tempo a compiere 21 anni perché il giorno prima della sua festa ha trovato la morte contro un albero in una strada di Guidonia. Giulia Bollo è stata ricordata oggi tra le lacrime dai suoi colleghi della Cilp, la società portuale presso la quale lavorava, come interinale, solo da un paio di mesi.
«Siamo sconvolti – ha detto Maurizio Iacomelli, presidente della Compagnia portuale Roma – e profondamente addolorati per la perdita di Giulia. Il papà di è uno dei soci della Compagnia, in pensione da qualche anno. Non ci sono parole per esprimere il nostro stato d’animo».
E parole, oggi, non ne aveva nessuno. Né gli amici che ancora non si capacitano di cosa sia accaduto che increduli si chiedono se e come si poteva evitare. Né la città che piange un altro figlio che se n’è andato così tragicamente.
Giulia sabato sera era con la sua amica Silva P. in uno dei locali del litorale. Poi la decisione di andare a ballare a Guidonia, perché doveva festeggiare al meglio i suo compleanno. L’incontro con un loro conoscente, Alessandro C., e poi il buio. Il buio nei ricordi di Silvia, il buio in cui è precipitata una famiglia che si trova di fronte al dolore più grande, il buio di Alessandro che, stando alle analisi del sangue, al volante di quella Renault Megane, a quanto pare di proprietà di una delle due ragazze, non ci doveva proprio stare. Un mix di alcol e di droga lo hanno spinto a 100 chilometri orari in una via urbana e poi, dopo la curva contro un muro ed un albero.
Quella macchina distrutta, la giovane vita di Giulia spezzata, ora devono far riflettere le centinaia di giovani che sfidano la propria morte e quella altrui perché con leggerezza si mettono al volante ‘‘sballati’’ e che pensano che a loro non potrà mai accadere.
Ecco, entro poche ore (la data ancora non si conosce perché la salma non è ancora stata restituita ai familiari) questi giovani dovranno assistere ad un nuovo funerale.
Piangere non basta. Occorre fare di tutto per evitare che accada di nuovo. Per Giulia e per tutti i ragazzi e le ragazze che avevano una vita davanti da vivere.

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