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La pelliccia dell’amante – Federazione dei VERDI di Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – È forse utile ricordare che il Comune di Civitavecchia, durante l’Amm.ne De Sio, ha effettuato un paio di “ristrutturazioni del debito”: la prima con Unicredito e la seconda con la giapponese banca d’affari Nomura, che ha sede nella city londinese. Stiamo parlando del discusso swap, uno strumento finanziario complesso, facente parte della categoria dei cosiddetti derivati, dei quali, nei giorni scorsi, ha diffusamente parlato la trasmissione Report della RAI.
Si tratta di uno strumento finanziario mediante il quale il Comune ha ceduto i propri debiti (mutui, finanziamenti, persino i BOC) a Nomura, ottenendo da essa alcuni milioni di euro per 4/5 anni e allungando la restituzione fino al 2024, il tutto dietro il pagamento di un tasso di interesse variabile e di una rata (comprensiva del capitale e degli interessi) via via crescente fino a toccare livelli massimi da far tremare le vene e i polsi…
Sarebbe come se un capofamiglia, dopo aver contratto un mutuo a 15 anni per l’acquisto della prima casa, decidesse di ricontrattarlo con una nuova banca, allungandone la restituzione a 25/30 anni, al fine di ottenere nuova liquidità. Ovviamente, l’operazione avrebbe ragion d’essere soltanto a certe condizioni: una cosa è se l’allungamento del debito dovesse servire a pagare l’operazione del nonno malato; altra cosa, invece, se fosse destinato a pagare la pelliccia dell’amante.
La nostra impressione è che la Giunta De Sio con lo swap di Nomura ci abbia pagato… la pelliccia dell’amante. In senso figurato, s’intende! E’ indelebile, infatti, nella nostra memoria lo sbocciare, in quegli anni, di incarichi, consulenze e consigli di amministrazione, tutti profumatamente pagati.
Vorremmo aggiungere, poi, che sia la Corte dei Conti, sia gli economisti si sono più volte dichiarati contrari all’uso di questi strumenti finanziari da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Ed è notizia di oggi che, in Commissione Bilancio del Senato, Forza Italia (il partito di De Sio, se non sbagliamo…) ha presentato un emendamento alla Finanziaria teso a limitare l’uso dei derivati per gli Enti Locali.
L’esposizione del nostro Comune, di oltre 70 milioni di euro, è probabilmente una delle più consistenti di tutto il Paese. Basti pensare che ammonta a 674 milioni l’esposizione ai derivati di tutti i Comuni che li hanno sottoscritti. Perciò il debito di Civitavecchia è oltre il 10% di quello di tutti i Comuni coinvolti.
Nel prossimo triennio la “rata” che il Comune di Civitavecchia dovrà pagare a Nomura toccherà l’apice della curva, per un importo di oltre otto milioni di euro all’anno. È in grado il Comune di pagare questa somma e se la risposta è si, a costo di quali sacrifici per i cittadini?
Sarà per questo che, da qualche giorno, circola, in modo sempre più insistente, la voce che la Giunta Moscherini, stretta “parente” di quella De Sio, voglia contrattare un nuovo swap, allungando così oltre il già lontanissimo 2024 il saldo del debito ed aumentando l’esposizione debitoria verso Nomura (o chi per essa) di chissà quanti altri milioni di euro.
I Verdi, che nei prossimi giorni presenteranno una interrogazione urgente sull’argomento, e, crediamo, i cittadini di Civitavecchia vorrebbero sapere se quelle voci corrispondono a verità; se, insomma, il Sindaco e la Giunta stanno, sul serio, pensando ad un nuovo swap.
Il “nostro” padre di famiglia, dopo aver pagato la pelliccia all’amante, cosa vorrà regalarle, questa volta?
I Verdi di Civitavecchia – 30 ottobre 2007

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