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L'addio a Guglielmini, pioniere delle larghe intese

Oggi i funerali del sindaco degli anni'70

Oggi i funerali del sindaco degli anni'70

PIETROCIVITAVECCHIA – Si sono svolti oggi pomeriggio alle 15,00 nella chiesa dei Salesiani i funerali di Pietro Guglielmini, ex sindaco di Civitavecchia ed esponente di spicco della Democrazia Cristiana. Presenti alle esequie numerosi rappresentanti del mondo politico ed istituzionale, tra cui il vicesindaco Gino Vinaccia, il presidente del consiglio comunale Franco Cappellani e il coordinatore della Margherita Valentino Carluccio. Guglielmini è stato il precursore della ‘‘Giunta Anomala’’, con Dc e Pci insieme.

 

Il pioniere delle larghe intese

di PINO GRASSO
 

Dagli anni ’60 fino agli anni ’90 non c’è stato fatto o svolta politica che non lo abbia visto protagonista diretto, o prudente ispiratore. Democraticocristiano d sempre, aveva ben impressi nel suo dna politico gli ideali di Don Sturzo. Il suo punto di riferimento pragmatico è stato Giulio Andreotti con il quale condivideva il disegno della politica dei due forni, anche se il suo cuore “tifava” e guardava con sempre maggiore interesse verso il grande progetto di Aldo Moro identificato, per quanto riguardava il domani del Paese, nella politica imperniata nel teorema cosiddetto degli “equilibri più avanzati” che nel tempo sarebbe stato identificato nella formula del Compromesso storico. Guglielmini ne fu anticipatore nei fatti e tanto convinto da ripudiare la neonata alleanza di centrosinistra Dc-Psi-Psdi per assumere in prima persona la responsabilità di una vera e propria rivoluzione, mettendosi alla guida di una amministrazione comunale con l’appoggio determinante del Pci.

Furono tre anni che diedero vita ad un vero e proprio laboratorio politico con l’implicita benedizione tattica di Andreotti, fino alla primavera del 1972, quando Guglielmini fu invitato a rientrare nei ranghi. Il Sindaco capo della Giunta delle larghe intese, meglio nota come “Giunta anomala” rispose alla maniera di Garibaldi: “Obbedisco”, mostrando ancora una volta la sua fedeltà alla sua matrice, agli ideali della Dc cui dedicò, del resto, tutta la sua azione politica, ricevendo, in verità, poco o niente, salvo la grande solidarietà a livello nazionale ricevuta in occasione del suo arresto, nel 1971, per la mancata costruzione del depuratore. Una bolla di sapone che gli costò una notte di carcere, trascorsa a giocare a carte con il direttore del bagno penale. Memorabile fu il discorso del vice-segretario nazionale Giovanni Galloni. Un profetico messaggio sui rapporti tra politica e magistratura.

Un fatto, però, rimarrà indelebile. Negli anni ’80 il “laboratorio” partorì altre giunte Dc-Pci sicuramente più organiche, ma pur sempre figlie della rivoluzione del ’70. Inflessibile custode dei riti della politica con la P maiuscola, disprezzava l’anti-politca imperniata sulle urla dei saltibanchi di turno, sui demagoghi, sempre ottimista sulla vittoria finale del teorema che lo aveva visto pioniere. Aveva, in questa ottica, un solo desiderio: morire democristiano. E forse c’è riuscito.

Pietro Guglielmini, Zi’Pietro per gli amici, se n’è andato. Logorato nel fisico, ma ancora lucido nella mente, ha lasciato quasi per testamento spirituale ma soprattutto politico, la sua “lunga ombra” sulla storia politico-istituzionale di questa città.

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