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«Anni Verdi, preoccupante la gestione del consorzio Ri.Rei.»

Santa Severa. Duro intervento di Robilotta, capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti riformisti-Rosa nel Pugno Per il deputato «è grave che siano stati lasciati a casa quaranta lavoratori della vecchia guardia» Nel mirino «l’affidamento diretto ad un consorzio costruito ad hoc, senza un bando pubblico e senza una gara»

Santa Severa. Duro intervento di Robilotta, capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti riformisti-Rosa nel Pugno Per il deputato «è grave che siano stati lasciati a casa quaranta lavoratori della vecchia guardia» Nel mirino «l’affidamento diretto ad un consorzio costruito ad hoc, senza un bando pubblico e senza una gara»

di CRISTIANO A. DEGNI

SANTA SEVERA – Donato Robilotta, capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti riformisti-Rosa nel Pugno, è stato l’artefice di un’audizione organizzata lunedì scorso presso la commissione lavoro della Regione Lazio. Scopo dell’incontro era quello di tentare di fugare le incertezze che nonostante il recente provvedimento di requisizione adottato dal prefetto di Roma ancora si addensano sulla testa dei lavoratori e degli assistiti del complesso ex Anni Verdi di Santa Severa.
L’onorevole Robilotta non è stato affatto soddisfatto. Infatti ha dichiarato che «l’audizione di lunedì in commissione Lavoro dell’assessore Battaglia, dei vertici del Consorzio Ri.Rei., dei sindacati e dei rappresentanti dei genitori mi ha confermato tutti i dubbi che ho avuto fin dall’inizio sull’affidamento, diretto e senza gara, al consorzio delle tre centrali cooperative dei servizi ex Anni Verdi».
«Nella gestione dei centri ex Anni Verdi – continua Robilotta – anche stando a quanto dichiarato dalla Cgil, emerge un malessere diffuso, nessun miglioramento rispetto al passato, disservizi nei confronti degli utenti, tutti ragazzi con gravi handicap, nessun piano di investimento delle cooperative Unisan, Osa e Nuova Sari, che hanno dato vita al consorzio RiRei, il rischio di una gestione separata dei centri, incertezze per l’inquadramento dei lavoratori, che rischiano di non aver pagato lo stipendio ogni fine del mese». Il deputato regionale torna poi a battere sul tasto dei problemi occupazionali. «E’ grave poi che il consorzio RiRei non abbia assunto tutti i lavoratori ex Anni Verdi lasciandone a casa circa una quarantina, con la scusa che erano amici dei dirigenti della vecchia gestione – conlude indignato il capogruppo dei socialisti riformisti in Regione – continuo a chiedere, senza risposte, qual è la norma che ha permesso l’affidamento diretto ad un consorzio costruito ad hoc, senza un bando pubblico e senza gara. E’ del tutto evidente che continuando così le cose non solo non ci sono le condizioni per un accreditamento definitivo del consorzio ma neanche per continuare ad avere l’affidamento diretto sine die, senza dare nessuna garanzia di buona gestione nell’interesse degli utenti, dei genitori e dei lavoratori».

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