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«La bretella passi in zona industriale»

Il consigliere della Margherita Mauro Guerrini ribadisce la posizione espressa nei mesi scorsi: «Il porto è sviluppo, ma fino a che punto si può snaturare la città?»

Il consigliere della Margherita Mauro Guerrini ribadisce la posizione espressa nei mesi scorsi: «Il porto è sviluppo, ma fino a che punto si può snaturare la città?»

«La vicenda della bretella Porto-A12 è l’occasione per approfondire il dibattito su un interrogativo cruciale per lo sviluppo della città: fino a che punto Civitavecchia è disposta a piegarsi alle legittime esigenze dello sviluppo del porto, che rappresenta comunque il principale motore economico ed occupazionale dell’intero territorio?». A proporre lo spunto per una riflessione più approfondita è il consigliere comunale della Margherita, Mauro Guerrini. «Prendo atto con soddisfazione – continua Guerrini – della posizione espressa dal Sindaco, che evidentemente si è reso conto della necessità di una mediazione, rispetto a quando, meno di un anno fa, era Commissario dell’Autorità Portuale e liquidava le preoccupazioni degli abitanti delle Molacce come semplici esigenze di poche persone per di più proprietari di case abusive. Non vorrei però che si trattasse solo di una apertura populista finalizzata, con il coinvolgimento degli abitanti del quartiere, solo a differire il problema. La Margherita – sottolinea Guerrini – già un anno fa aveva espresso una posizione chiara di contrarietà al percorso indicato dalla Società Autostrade per quattro precisi motivi: la bretella intercetterebbe un’area di pregio; sono stati già spesi 11 milioni di euro dall’Unione Europea per la riqualificazione ed il riassetto dell’alveo della Fiumaretta; la strada passerebbe radente al nuovo impianto di pattinaggio e hockey su pista; infine non si può ignorare la giusta e massiccia protesta degli abitanti delle Molacce, che vedrebbero passare a poca distanza dalle proprie abitazioni, che nella maggior parte dei casi sono lì da mezzo secolo, la nuova autostrada». «La bretella – suggerisce Guerrini – potrebbe essere individuata lungo il percorso che collega già il porto con la zona industriale. Si tratterebbe in buona sostanza di un logico proseguimento di un tracciato già esistente, che toccherebbe anche l’interporto: una soluzione funzionale alle esigenze dello scalo e che sarebbe gradita e condivisa anche dai cittadini. Si tratta di un’opera destinata a cambiare il volto di una parte della città e ogni decisione va ponderata con la massima accuratezza».

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