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&laquo;La politica torni al servizio della citt&agrave;&raquo; <br />

A tu per tu col vice sindaco Gino Vinaccia: i rapporti istituzionali e le prospettive della grande coalizione

A tu per tu col vice sindaco Gino Vinaccia: i rapporti istituzionali e le prospettive della grande coalizione

GINOdi BARBARA BORDICCHIA

Con i suoi ventidue anni di presenza un consiglio comunale, nel corso dei quali ha ricoperto il ruolo di presidente per due volte, il vice sindaco Gino Vinaccia può vantare sicuramente la maggiore esperienza sul funzionamento della macchina amministrativa. E torna a fare l’assessore (nel ’92 fu, per sei mesi, a capo dei lavori pubblici durante la Giunta Calderai) con deleghe strategiche per il buon funzionamento del Pincio. Affari generali, rapporti istituzionali, monitoraggio dell’attuazione del programma e decentramento.
«L’esperienza degli ultimi anni – spiega il vice sindaco – ci ha insegnato che i rapporti sono fondamentali per l’avvio di un percorso nuovo nella politica e nell’amministrazione cittadina. In questo senso ho accolto con entusiasmo la proposta del sindaco Moscherini e inizio a cimentarmi in questo nuovo ruolo con spirito di massimo servizio nei confronti della città».
Questo discorso vale soprattutto per il consiglio comunale, dove spesso si sono registrati momenti di alta tensione.
«Da molto tempo sostengo la necessità di superare il clima di eccessiva conflittualità politica che non ha reso, in passato, possibile il confronto sereno e costruttivo tra parti politiche diverse e che in più di una circostanza ha prodotto i suoi effetti negativi nella gestione della cosa pubblica rallentando sino a fermare, in alcuni momenti, le attività e i processi amministrativi con un danno complessivo alla città e ai cittadini. Mi sembra che in questa fase Moscherini abbia avviato un percorso nuovo, un approccio diverso che spero venga compreso da tutti»
In questo quadro rientra la proposta fatta dal sindaco alla minoranza sul presidente del consiglio e la contestuale apertura a deleghe e commissioni. Un momento che non ha precedenti, almeno nella recente storia amministrativa della città.
«In realtà, al di là del galateo politico, che è fatto pure importante, la proposta del sindaco ha un significato politico ben preciso e mi sento di poter dire che è anche una proposta coraggiosa: per la prima volta si rappresenta alla minoranza la volontà di coinvolgerla non solo nelle scelte strategiche ma anche nei momenti decisionali della politica amministrativa della città. La proposta formulata dal sindaco sia alla minoranza e successivamente alla coalizione di governo di condividere la sua scelta, e cioè quella di un presidente del consiglio comunale eletto a larga maggioranza, si unisce all’apertura, sempre nei confronti della minoranza, su alcune significative presidenze delle commissioni consiliari e, perché no, su deleghe operative. Mi auguro che questo gesto venga valutato attentamente e che prevalga in tutti quel senso di responsabilità e di maturità politica che la città si aspetta dal nuovo consiglio comunale».
Qualcuno però ha avanzato dubbi. Ad esempio il consigliere Piendibene ha parlato di similitudini con l’atteggiamento tenuto dall’ex sindaco Saladini e di caduta di stile per non aver coinvolto direttamente i gruppi consiliari.
«Io francamente non credo che possano essere paragonate le due circostanze; allora il consiglio comunale apprese nella prima seduta, e quindi in corso d’opera, le volontà del sindaco Saladini e della sua maggioranza. Successivamente, addirittura dai giornali, la volontà della maggioranza di non concedere alla minoranza nessuna possibilità di coinvolgimento nell’attività amministrativa attraverso l’attribuzione delle presidenze di alcune commissioni consiliari. Non parlerei quindi di caduta di stile, ma, al contrario di una precisa volontà di avviare un nuovo corso restituendo ai partiti la centralità nella politica cittadina».
Tra le sue deleghe c’è anche quella che riguarda il monitoraggio sull’attuazione del programma.«Lo stesso sindaco nella seduta di lunedì indicherà quelle che sono le priorità programmatiche della grande coalizione. Il mio ruolo sarà quello di svolgere una funzione di raccordo tra i diversi soggetti istituzionalmente preposti alle specifiche realizzazioni evitando l’insorgere di qualunque possibile conflitto di competenza».
Sarà stilato un cronoprogramma?
Sicuramente. Si tratterà quindi di rispettare i tempi che lo stesso sindaco vorrà indicare, e che, per quanto si può intuire sin dalle prime battute, saranno molto brevi».
Passiamo al decentramento. Il sindaco ha annunciato che sarà rivoluzionato il ruolo delle circoscrizioni
«Per le circoscrizioni si avvia una fase nuova che le vedrà impegnate a costruire insieme all’Amministrazione Comunale un ruolo da protagonisti in un reale decentramento amministrativo. Maggiori risorse, maggiori strumenti, maggiori poteri:tutto al fine di rispondere in maniera più adeguata e tempestiva alle esigenze dei cittadini, dei quali le stesse circoscrizioni sono i primi e più diretti interfaccia. E’ chiaro che anche le Circoscrizioni, con i loro organismi, dovranno essere in grado di raccogliere questa nuova sfida».
La Giunta, nominata in tempi record, è già al lavoro. Com’è il clima tra gli assessori?
«Il clima mi sembra molto disteso e positivo, sia all’interno della Giunta che della maggioranza consiliare; credo che tutti abbiano compreso fino in fondo l’importanza della posta in gioco e la necessità di dimostrare alla città il più grande senso di responsabilità possibile».

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