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&laquo;Rivediamo le concessioni del porto&raquo; <br />

Maurizio Iacomelli, soddisfatto per le risposte positive avute alla sua proposta di un tavolo sui problemi dello scalo, traccia un bilancio del 2007. Per il presidente della Cpr bisogna dare risposte in merito agli spazi agli armatori che scalano a Civitavecchia. «Le banchine realizzate con soldi pubblici non devono andare ai privati che non portano traffico e occupazione»

Maurizio Iacomelli, soddisfatto per le risposte positive avute alla sua proposta di un tavolo sui problemi dello scalo, traccia un bilancio del 2007. Per il presidente della Cpr bisogna dare risposte in merito agli spazi agli armatori che scalano a Civitavecchia. «Le banchine realizzate con soldi pubblici non devono andare ai privati che non portano traffico e occupazione»

CIVITAVECCHIA – Sono passate meno di tre settimane da quando ha lanciato la sua proposta di un tavolo tra Comune, Molo Vespucci, imprese e sindacati per discutere delle problematiche del porto e già ha ottenuto risposte positive. Maurizio Iacomelli, presidente della Cpr, si ritiene soddisfatto: «Qualcosa si è mosso sotto il sole di Civitavecchia. Il presidente dell’Authority Fabio Ciani – ha detto con un sorriso – si è mostrato disponibilissimo, così come il Comune e i sindacati. C’è condivisione del progetto, nel senso che si vuole dotare il porto di una camera di compensazione che aiuti a risolvere i problemi dello scalo che si presentano già nell’immediato».
C’è sinergia tra tutte le parti chiamate in causa, dunque, ma tracciando un bilancio dell’anno che si sta chiudendo per il porto, secondo Iacomelli sono ancora molte le cose da fare: «Il bilancio per il 2007 è positivo – ha spiegato – ma è chiaro che c’è stata una crisi di crescita nel porto. Dobbiamo dare delle risposte agli armatori che scalano a Civitavecchia, ovvero agli operatori delle Autostrade del Mare, a quelli del crocieristico e delle merci varie, risposte che devono riguardare soprattutto gli spazi. Vanno confermate le concessioni a chi porta traffico e sviluppo, come l’ortofrutta – ha aggiunto Iacomelli – e riviste le altre a chi ha portato pochissimo traffico, come i containers. In virtù anche dell’ampliamento della concessione fatta sulla banchina 25. Non vanno date infatti le banchine – ha concluso il presidente della Cpr – realizzate con soldi pubblici a privati che non portano quanto meno occupazione, investimenti e sviluppo».
(S.Car.)

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