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«Sarà la gente a decidere chi andrà in pensione»

Pietro Tidei spiega che quella di candidarsi è per ora solo un ipotesi, poi contrattacca Leopardo e Gaglione difendono l’ex deputato: «Valga la regola del consenso»

Pietro Tidei spiega che quella di candidarsi è per ora solo un ipotesi, poi contrattacca Leopardo e Gaglione difendono l’ex deputato: «Valga la regola del consenso»

di FABIO MARUCCI

Continua a far discutere la discesa in campo di Pietro Tidei nella corsa per uno dei posti nella costituente del Partito Democratico.
A suscitare reazioni è però soprattutto l’altolà posto da gran parte dei consiglieri (Porro, Cosimi, Gatti e Guerrini) che costituiranno il futuro gruppo del Partito Democratico. Il primo a dire la sua è proprio Tidei, che in una nota, precisa di aver solo risposto «alle domande di un giornalista. Non ho fatto note stampa né emesso comunicati ufficiali, semplicemente perché non c’è nessuna decisione ufficiale. Allo stato attuale sulla mia candidatura alla costituente del Pd c’è solo un punto di attenzione sollevato da alcuni segretari di sezione che sollecitano il mio impegno. Ma la questione va prima vagliata da me e poi approfonditamente discussa con la Margherita e i Ds». L’invito di Tidei è dunque quello di «non farsi del male», precisano però poi anche che «chiunque può candidarsi, bastano cento firme, perché il Pd è un partito nuovo e a decidere, sia sui leader che su chi andrà in pensione, saranno solo gli elettori. Ma non vorrei – prosegue il sindaco di Santa Marinella – che si usasse la polemica sui nomi per distogliere l’attenzione dai contenuti politici e manipolare le differenze che saranno il sale del dibattito interno nel Pd. Su questo terreno, sul terreno del dibattito e dei contenuti reali, sono già pronto a dire la mia». Assai più duro invece Alberto Leopardo, già candidato nelle liste dei Ds, che chiede «equilibrio intellettuale e sobrietà di linguaggio. Come fanno alcuni – si chiede Leopardo, riferendosi evidentemente proprio a Porro, Cosimi, Gatti e Guerrini – a considerarsi ed ad ergersi ad alfieri della discontinuità e della innovazione , quando tra l’altro anch’essi hanno fatto parte da lungo tempo delle file del P.C.I ed hanno ricoperto ruoli pubblici e di partito importanti? E chi può avere la presunzione di dire ad un altro compagno che ha goduto di altissime percentuali di consenso in ogni livello istituzionale : “questa è per te l’ora di farti da parte?”. Se dunque ci dobbiamo misurare valga per tutti la regola del consenso; chi prende più voti guadagna collocazioni nell’assemblea costituente». Leopardo conclude precisando come «quindi guardare al futuro è doveroso, e far posto ai giovani ed alle donne è altrettanto necessario, senza ovviamente mandare in pensione chi avendo qualche anno in più ha già dato molto a questa causa». Ultimo in ordine di tempo infine l’intervento di Vincenzo Gaglione, che si è detto perplesso per l’iniziativa dei quattro consiglieri, «anche perché un simile atteggiamento – ha detto – poco ha a che fare con lo spirito di grande apertura che tutti vanno predicando, visto che in questo caso sembra quasi che si voglia precludere ai cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti. Si tratta peraltro – aggiunge il consigliere socialista – di polemiche che rischiano di creare tensioni che certo non fanno bene al centro sinistra. A preoccuparmi, inoltre è anche il timore che tutto questo gran parlare di giovani alla fine si traduca in una penalizzazione proprio di quei giovani, come ad esempio Marietta Tidei, che rischiano di pagare colpe non loro e non essere messi in grado di utilizzare le proprie capacità per la coalizione. Io credo – conclude Gaglione – che li unici a poter fare una scelta degna di questo nome debbano essere solo e soltanto i cittadini».

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