Pubblicato il

«Swap, il Comune si è garantito dai rischi»

L’ex assessore alle Finanze Salvatore Renda spiega quali coperture sono state adottate per le operazioni con i derivati

L’ex assessore alle Finanze Salvatore Renda spiega quali coperture sono state adottate per le operazioni con i derivati

CIVITAVECCHIA  – «Il Comune di Civitavecchia non è tra quelli che stanno subendo dei danni per le operazioni finanziarie con i prodotti derivati effettuate negli anni scorsi». L’ex assessore al Bilancio Salvatore Renda (nella foto), sollecitato dopo l’effetto panico che ha seguito la trasmissione di Raitre “Report” in onda nei giorni scorsi, rassicura quanti già, forse troppo frettolosamente, parlano di possibile dissesto delle casse del Pincio. «L’operazione del Comune di Civitavecchia attirò l’attenzione degli operatori del settore a livello nazionale proprio perché prevedeva, per la prima volta, un sistema di copertura dal rischio della fluttuazione dei tassi di interesse. In sostanza il Comune ha ricontrattato i propri mutui, negoziando prima con Unicredit e poi con Nomura un tasso variabile per il nuovo debito con una fascia di oscillazione degli interessi bloccata: se il tasso di mercato, all’epoca molto basso e conveniente, fosse sceso al di sotto del 3%, il Comune non avrebbe potuto usufruire degli ulteriori benefici derivanti da una rata di rimborso ancora più bassa. La copertura, però, come sta avvenendo, era prevista per i rialzi di tasso: sopra il 6%, infatti, la garanzia coprirà i maggiori costi finanziari».

Quindi, l’allarmismo di questi giorni è immotivato? «Bisogna distinguere caso per caso: i prodotti derivati, infatti, sono altamente personalizzabili. Per quanto riguarda Civitavecchia, fummo molto attenti a coprire tutti i rischi, inaugurando un modello poi ripreso da altri enti prudenti quanto noi».
Insomma, la “finanza creativa” non è da mandare al macero? «Come in tutte le cose, guai a fare di ogni erba un fascio. Prima di tutto, vorrei ricordare che la nostra politica finanziaria non era soltanto basasata sull’utilizzo di prodotti derivati, ma si incentrata sul potenziamento delle entrate di natura tributaria, sulla riorganizzazione dei servizi pubblici e sulle entrate di natura extra-tributaria. Abbiamo lasciato il Comune con un bilancio triplicato, un rating ottimo, le imposte ridotte al minimo ed un indebitamento assolutamente sotto controllo rispetto all’incremento patrimoniale registrato: circa 70 milioni di euro, con una ulteriore capacità potenziale di indebitamento significativa. E’ chiaro che la politica finanziaria non può essere lasciata a se stessa, come avvenuto negli ultimi due anni: non ci sono strumenti finanziari buoni o cattivi. Piuttosto si dovrebbe parlare di amministratori più o meno capaci».

COS’E’ – Lo swap, nella finanza, appartiene alla categoria degli strumenti derivati (il cui valore dipende da attività sottostanti), e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti. Prevedono una scommessa con la banca e possono servire per coprirsi dal caro tassi. Ad esempio un ente o un’azienda che ha acceso un finanziamento a tasso variabile (per es. 5%) teme che i tassi salgano. La banca gli propone: «Il tuo 5% lo pago io, tu pagherai un tasso fisso del 4,5%». In teoria, il cliente ci guadagnerà se i tassi saranno superiori al 4,5% e ci perderà se si assesteranno sotto questa soglia. I problemi dei derivati sono rappresentati dalla loro complessità.

ULTIME NEWS