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«Tarquinia guardi quello che ha in casa propria»

I cinque consorzi di imprese che lavorano alla centrale di Civitavecchia stamane hanno protestato alla Farnesiana Una montagna di 300 mila metri cubi di carbone. Viene trasportato tre volte al mese con camion senza copertura Luzzaro, presidente di Coimpre: «Il trasporto e lo stoccaggio del combustibile deve prevedere adeguate coperture a garanzia della salute e dell’ambiente»

I cinque consorzi di imprese che lavorano alla centrale di Civitavecchia stamane hanno protestato alla Farnesiana Una montagna di 300 mila metri cubi di carbone. Viene trasportato tre volte al mese con camion senza copertura Luzzaro, presidente di Coimpre: «Il trasporto e lo stoccaggio del combustibile deve prevedere adeguate coperture a garanzia della salute e dell’ambiente»

TARQUINIATARQUINIA – «Il no al carbone del Comune di Tarquinia è solo strumentale. Basta guardare quello che hanno in casa propria».
I rappresentanti dei cinque Consorzi che raggruppano le 67 imprese civitavecchiesi che stanno effettuando, insieme ad altre 100 ditte nazionali, la riconversione a carbone pulito della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord sono stati piuttosto chiari stamattina quando si sono ritrovati, mascherina bianca sul viso, a ridosso del carbonile a cielo aperto in località Farnesiana, proprio a Tarquinia. Una montagna di circa 300 mila metri cubi di carbone, trasportato dal porto di Civitavecchia con camion senza copertura che lo disperdono ovunque. Basta guardare il colore scuro di alberi e strade nei dintorni per capirlo.
«Siamo contro questo carbonile a cielo aperto – ha spiegato Pasquale Luzzaro, presidente di Coimpre – oggi non è più possibile operare in queste condizioni, bisogna adeguarsi alle nuove tecnologie. Il carbone della centrale di Tvn non sarà gestito così, ma secondo un metodo assolutamente all’avanguardia cosicché, in pratica, non vedrà mai la luce. Di fronte a questo carbonile ci rendiamo conto che la lotta contro il carbone è soltanto una strumentalizzazione della politica e di quelle lobby che devono far avanzare il gas nel mercato internazionale».
«Noi non siamo qui per contrastare l’uso del carbone, quanto piuttosto il suo trasporto e stoccaggio in quest’area senza che sia prevista alcuna copertura che ne possa impedire la dispersione – ha aggiunto Angelo D’Ambrosi della Mcp, al quale ha fatto eco Daniele De Paolis, della Irc – non siamo qui però a contestare il lavoro di quanti operano nell’area e di quei trasportatori interessati dal processo. Lo stesso lavoro che tuteliamo per tutti quei lavoratori (sono piu’ di 3000) che operano a Tvn a cui nessuno, finora, sembra aver prestato attenzione. Il comune di Tarquinia dovrebbe però impegnarsi al più presto a sanare la questione, costruendo un carbonile chiuso con tutte le garanzie per l’ambiente e la salute del comprensorio, non inscenare finte serrate degli esercizi commerciali come si sta facendo oggi che è notoriamente giorno di chiusura dei negozi o minacciare l’oscuramento della Città per dar modo ai malintenzionati di agire in assenza di pubblica sicurezza. Tutto cio’ è gravemente irresponsabile».
I presidenti dei Consorzi hanno quindi ribadito la volontà di andare avanti nella difesa della riconversione a carbone pulito di Tvn, del lavoro, dell’occupazione, del progresso e dello sviluppo del comprensorio.

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