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Larghe intese: entrano i Riformisti, nasce il ''cartello di sinistra''

“Una scelta politica di sinistra” Così il Movimento dei Riformisti ha definito la decisione che ha portato una lista composita di esponenti fuoriusciti dall’Unione di aderire al Patto per la Città di Gianni Moscherini. Alla presentazione del Movimento, che scenderà in campo con un suo simbolo, oltre al candidato sindaco, c’era la coordinatrice, Fabiana Attig e alcuni di coloro che si candideranno direttamente in lista ovvero l’ex consigliere della Lista Saladini Gianfranco Iacomelli, l’ex dirigente dei Comunisti Italiani Pino Antonucci e l’ex consigliere Manrico Coleine, già da tempo distaccatosi dalla Quercia e passato prima all’Arsenale e poi nel Polo Civico. I Riformisti hanno spiegato che, insieme a Italia dei valori, Udeur e Rosa nel Pugno, formeranno il cartello di sinistra nelle larghe intese.
A Iacomelli è spettato introdurre il percorso che ha condotto i riformisti a costituirsi in movimento e a fare una precisa scelta di campo. “Nell’Unione – ha chiarito il medico che faceva parte della maggioranza Saladini – non c’è stato un minimo di RIFORMISTIanalisi sulle ragioni che hanno portato alla caduta della passata Amministrazione che non sono nelle quattro firme dei consiglieri, ma molto più profonde. Si è pensato invece di ricominciare a mettersi intorno al tavolo per parlare di come dividersi il potere. Ebbene, io questa fase l’ho vissuta malissimo e ora i problemi che non sono stati affrontati riemergeranno”. Fabiana Attig, che dai Ds è uscita dopo la spaccatura tra la mozione Mussi e la Fassino ha parlato di scelta coerente chiedendosi “come fa Marco Piendibene a riportare dentro i Ds Unione Democratica dopo aver combattuto quel modo di fare politica. Ci hanno detto che stiamo coi fascisti. Si chiedano invece chi sono i veri fascisti, coloro che dettano le regole nel centro sinistra. Non sarei mai potuta tornare a sedermi con Tiziano Cerasa o Annalisa Tomassini”. Anche Pino Antonucci ha sottolineato l’importanza di “smetterla con le battaglie ideologiche uno contro l’altro e di pensare invece al bene di una città che è in emergenza”. Tutti hanno ribadito di condividere appieno il Progetto Civitavecchia e di riconoscere nel candidato sindaco Gianni Moscherini “grandi capacità manageriali, carisma ed esperienza politica”.
L’appartenzenza al Movimento dei Riformisti, hanno poi chiarito i vari esponenti, è “riservata a persone di specchiata RIFORMISTImoralità pubblica, ineccepibili nei trascorsi amministrativi e irreprensibili nelle condotte di Governo”.
Moscherini ha poi ricambiato la stima espressagli dal Movimento cogliendo l’occasione per ribadire di non essere “il candidato sindaco del centro destra” e non risparmiando una stoccata al Ministro Bianchi. “Ha detto che ci sono troppe attività nel porto, ci dica per favore quali bisogna togliere” e poi a Porro (“mentre lui guardava Zelig io lavoravo per il porto”) e infine si è augurato che la campagna elettorale sia d’ora in poi scevra da attacchi personali rilanciando il Progetto Civitavecchia come modello per l’alto Lazio.

Nascono i Riformisti – Intervista Fabiana Attig

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