Pubblicato il

Liste, tante conferme e rinunce eccellenti

Complete quelle di Forza Italia e Moscherini, molti gli ex consiglieri in campo. Ds, Tomassini fa un passo indietro. Anche De Sio in finestra

Complete quelle di Forza Italia e Moscherini, molti gli ex consiglieri in campo. Ds, Tomassini fa un passo indietro. Anche De Sio in finestra

Cominciano a delinearsi le liste dei candidati dei partiti che hanno aderito al Patto per la Città. Tra quelle ormai pronte c’è sicuramente quella di Forza Italia, che schiera in campo qualche volto già noto, come l’ex consigliere Alessio Romagnuolo, l’ex assessore Leonardo Roscioni e l’ex presidente di Etruria Servizi Patrizio Podda. Diverse le new entry, tra le quali anche diversi nomi ritenuti forti, come il presidente di Port Mobility Aldo De Marco, Pierpaolo Pallassini, figlio dell’ex assessore al Commercio, e Antonio D’este, braccio destro del medico (già candidato alle regionali) Giuseppe Crocchianti. Una lista con pochi big e diverse nuove leve, dunque, che però vede smentite le voci circa un ritorno al confronto con le urne per Alessio De Sio, pure ritenuto uno dei possibili assessori della prossima giunta. Piena di nomi di peso invece la Lista Moscherini, nella quale si sono schierati oltre ai fondatori Francesco Cappellani e Stefano D’Angelo, gli ex consiglieri Luigi Di Marco, Graziano Marsili, Salvatore Palmeri, Fabrizio Reginella e Mario Santu ed il presidente della Prima Circoscrizione Pietro Cozzi. Tra i nomi di rilievo anche quelli della musicista Maria Letizia Beneduce, degli avvocati Alessandro Maruccio e Roberta Sacco, dell’ex dirigente Ater Mauro Nunzi, del farmacista Vincenzo Palombo e dell’insegnate di danza Maria Rubulotta. Qualche difficoltà in più sembra esserci invece nell’Unione, dove soprattutto i Ds sembrano alle prese con diserzioni inattese e rifiuti eccellenti. Tra i più pesanti c’è quello dell’ex segretaria Annalisa Tomassini, che ha ribadito la propria indisponibilità. «Una scelta che non è certo un fulmine a ciel sereno – spiega – e che anzi avevo già annunciato all’indomani della caduta della Giunta Saladini. Ritengo ancora infatti che quanto accaduto sia del tutto irrituale e per certi versi antidemocratico. Così come ritengo che Saladini sia un patrimonio di tutta l’Unione, che andava recuperato. Invece qualcuno, a partire da chi non ha partecipato all’ultima maggioranza, ha preferito escluderlo, con la complicità di quasi tutta la coalizione, come per rimuovere l’esperienza amministrativa. Insomma questo è il prezzo – aggiunge Tomassini – che l’Unione ha deciso di pagare in cambio dell’unità della coalizione. Ma simili operazioni in genere non pagano». L’ex segretaria ribadisce inoltre il proprio disaccordo sul metodo con cui si è giunti alla scelta di Porro, e sulla decisione di non far svolgere le primarie, per poi tornare sul reintegro della Mussi. «Sarei stata disponibile anche a proporre Piendibene come capolista – afferma – ma solo a patto che non si ignorasse quanto accaduto in questo ultimo anno. Non ho mai voluto che qualcuno chiedesse scusa – conclude Tomassini – ma che almeno squesta riappacificazione fosse preceduta da un dibattito sulle ragioni delle recenti divisioni e soprattutto su quelle dello stare insieme».

ULTIME NEWS