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Lite al corso: Saladini finisce in ospedale

L’ex sindaco sarebbe stato aggredito, con un pugno alla nuca, dal professor Massimo Curci. Tra i due era iniziata con lo scambio di insulti alla presenza del segretario del Prc Lorenti Garcia che poi ha minimizzato, ma il medico legale gli ha dato del bugiardo: al San Paolo per lui 10 giorni di prognosi

L’ex sindaco sarebbe stato aggredito, con un pugno alla nuca, dal professor Massimo Curci. Tra i due era iniziata con lo scambio di insulti alla presenza del segretario del Prc Lorenti Garcia che poi ha minimizzato, ma il medico legale gli ha dato del bugiardo: al San Paolo per lui 10 giorni di prognosi

Parapiglia in Corso Centocelle, questa mattina, tra l’ex sindaco Gino Saladini, il segreterario del Prc Gino Lorenti Garcia ed un simpatizzante del partito, il professor Massimo Curci. Sull’accaduto ci sono versione in parte divergenti. Saladini afferma infatti che stava salutando alcuni amici quando sarebbe stato insultato da Curci, che in quel momento si trovava in compagnia del segretario di Rifondazione. Saladini avrebbe risposto ed alla accesa discussione che ne è seguita avrebbe poi partecipato anche lo stesso Garcia. All’improvviso, quando l’ex sindaco si era voltato di spalle per andarsene, sempre secondo Saladini, Curci gli avrebbe sferrato un colpo alla nuca. Garcia per parte sua minimizza invece l’episodio ed anzi assicura che non sarebbe accaduto assolutamente nulla. Ci sarebbe stato, a suo dire, soltanto uno scambio di opinioni, a tratti più acceso, qualche provocazione, ma niente di più. Nessuno – secondo il segretario del Prc – avrebbe alzato le mani. Immediata, dopo le dichiarazioni a Rete Oro, la controreplica di Saladini, secondo il quale «il segretario di Rifondazione è un bugiardo. Non può dire che non sono stato colpito quando ho un livido tra il collo e la spalla, che anche i medici hanno visto e regolarmente refertato, con 10 giorni di prognosi. Come se non bastasse sul posto è intervenuto anche il maresciallo dei carabinieri, davanti al quale ho preteso mi si chiedesse scusa, come è avvenuto, con l’implicita ammissione, da parte loro, di quanto era accaduto. Non intendo sporgere querela contro nessuno – precisa comunque Saladini – ma pretendo che su quanto è successo non si raccontino falsità».

La notizia ha comunque fatto in breve il giro della città, provocando reazioni di diversi esponenti politici. Primo tra tutti il coordinatore della Margherita Valentino Carluccio, che, dopo aver espresso solidarietà a Saladini, si è detto convinto che si tratti di un episodio legato ad un singolo e che i partiti mostrino invece senso di responsabilità. Carluccio torna infine a proporre le primarie, che rappresenterebbero a suo dire uno «scatto di orgoglio di tutto il centro sinistra». Condanna invece quanto accaduto, il Polo Civico, secondo il quale l’episodio dimostra meglio di ogni altro la necessità di superare gli schieramenti precostituiti. «Invitiamo tutti – conclude il Polo Civico – ad abbassare i toni, ad evitare polemiche inutili, ad attivare una politica di costruzione anziché di scontro o di offesa», perché «l’’intolleranza, l’insofferenza e l’oppressione non sono utili a questo progetto, non sono utili alla città, non servono alla politica». Esprime solidarietà per conto dei Ds anche il segretario Sebastiano Petrarolo, secondo il quale «è necessario fare luce su questo inquietante episodio, per stroncare ogni eventuale legame con la campagna elettorale del prossimo maggio». Duro infine il commento di Maria Boncompagni, per i Verdi, secondo la quale simili intemperanze sono inammissibili, ma non inattese, «viste le avvisaglie che c’erano state nei giorni scorsi». Di più Boncompagni non dice, ma il riferimento potrebbe essere ad un episodio avvenuto proprio nella sede di Rifondazione, dove Garcia avrebbe pesantemente redarguito, con toni accesi, l’ex coordinatore dei Verdi Enzo Gattavilla, reo di essersi presentato alla riunione del tavolo per affiancare Mario Dei Giudici, sebbene si fosse optato per far partecipare un solo rappresentante per ciascun partito. «Non è possibile – afferma comunque Boncompagni – che un segretario di partito utilizzi toni così esasperati».

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