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L&rsquo;attesa infinita agli sportelli postali <br />

Su cinque uffici, solo uno dispone di contatore elettronico per segnalare le prenotazioni nella fila La gente, spesso insoddisfatta se la prende con gli impiegati, in numero ridotto rispetto agli sportelli Gli erogatori di banconote soprattutto nel fine settimana rimangono sistematicamente fuori servizio

Su cinque uffici, solo uno dispone di contatore elettronico per segnalare le prenotazioni nella fila La gente, spesso insoddisfatta se la prende con gli impiegati, in numero ridotto rispetto agli sportelli Gli erogatori di banconote soprattutto nel fine settimana rimangono sistematicamente fuori servizio

Ogni giorno una novità nel ‘‘Club’’ di Poste Italiane. Gli uffici ad esempio, che sono il punto di contatto tra l’ente e il cittadino, almeno in città sembrerebbero arrivati a una situazione incontenibile sotto l’aspetto legato alle file, con buona pace dei dirigenti a quanto pare rilassati di fronte a una condizione non più accettabile. A parte i lavori di ristrutturazione che da mesi stanno frenando le attività dell’ufficio postale centrale di via G. Bruno, trasferito provvisoriamente in un container improvvisato da circa un anno all’Area Feltrinelli, a far scattare l’allarme è la carenza di sportelli che accomuna i punti di ricezione per il pubblico, ubicati in largo Monsignor D’Ardia, via Achille Montanucci, Borgata Aurelia e Campo dell’Oro. Nonostante la perifericità degli ultimi due edifici, anche li si registrerebbe da tempo un accumulo forzato di utenti, che si riversano in aree ritenute poco frequentate, vista l’impossibilità in alcune ore del giorno, di accedere ai servizi postali in zona centro. Un tentativo continuo ma senza successo di aggirare le interminabili attese, rese ancora più deprimenti da ciò che si presenta all’interno di ogni ufficio; gli impiegati infatti, appaiono in numero regolarmente inferiore rispetto agli sportelli allestiti, anche nel tutto sommato ristretto prefabbricato alle spalle della stazione ferroviaria. «Sono file lunghissime che a volte durano un ora – ha riferito un signore appena uscito dalla posta centrale – per non parlare dei numeretti per la prenotazione alla fila, che contribuiscono a far litigare gli utenti». I litigi, fortunatamente da poco conto, sono ormai all’ordine del giorno nelle sedi di Poste Italiane, tant’è che gli impiegati neppure si scompongono più nel subire talvolta i rimproveri della gente insoddisfatta del servizio ricevuto. Una parentesi a parte merita il servizio BancoPosta. All’atto della stipula di ogni contratto, al cittadino viene detto di aver diritto ad una sorte di corsia preferenziale, illusione che si spegne subito dopo l’entrata negli edifici postali. Una sola postazione infatti è riservata (all’Area Feltrinelli) ai titolari di conto corrente, mentre gli altri sportelli abilitati vengono adibiti ad altre attività. Il capitolo ‘‘prelievi’’ è ancora più drammatico. Gli erogatori di banconote durante la settimana, segnalano più volte lo stato di disservizio, lasciando la gente (che in molti casi non ha più un conto bancario avendo preferito per questioni di convenienza affidarsi alle poste), sconvenientemente senza contanti. Ci sarebbe tuttavia la possibilità di fare una regolare fila allo sportello solo per prelevare, operazione impossibile però durante il fine settimana e nei festivi, con le 5 sedi chiuse. In questa situazione si inserisce l’ufficio centrale, che in alcuni casi è l’unico che a Civitavecchia dispone di un bancomat funzionante, che però viene accuratamente recintato da una inferriata metallica, chiusa all’estremità da un cancello che impedisce l’accesso alle persone, si dice, per motivi di sicurezza. Al momento ci risulta difficile comprendere la protezione che potrebbe garantire all’erogatore la recinzione applicata la domenica all’Area Feltrinelli, capiamo benissimo invece, che cosa genera l’impatto col cancello negli sfortunati utenti che spesso tentano inutilmente di esercitare un loro sacrosanto diritto.

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