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‘‘Il lato chiaro’’ approda al Festival del Cinema di Lione

Il film, diretto da Fabrizio Orsomando, è interamente prodotto e girato a Civitavecchia

Il film, diretto da Fabrizio Orsomando, è interamente prodotto e girato a Civitavecchia

Dopo oltre 3 anni di lavorazione venerdì 28 settembre 2007 sarà proiettato al festival International cinéma nouvelle génération di Lione. Sarà proprio questa la prima assoluta di “Il lato chiaro”, il primo film interamente scritto, interpretato, girato e prodotto a Civitavecchia.
Un traguardo importante per un’avventura iniziata nell’autunno del 2003, quando Fabrizio Orsomando e Christian Lucidi danno vita alla “I_Elle_C_ produzioni cinematografiche e televisive” a cui aderiscono con entusiasmo prima Massimiliano Coppa e Lorenzo Fortunati, poi Marco Spataro, Annalaura Scarantino, Eugenio Pochini e Fabio Tibaldi.
La squadra impiegherà circa un anno per scrivere la sceneggiatura originale, 6 mesi di pre-produzione e provini, 5 settimane di riprese in oltre 10 location cittadine e del comprensorio con una troupe di più di venti persone. Saranno poi necessarie altre tre settimane di riprese scandagliate nell’arco di altri sei mesi con una ristretta backup troupe, infine 8 mesi di montaggio. FILM
Ai primi di Agosto il primo riconoscimento ufficiale, con la selezione al concorso del festival internazionale di Lione, insieme a tre film francesi e tre belgi.
Il film è stato scritto e interpretato da Christian Lucidi e Fabrizio Orsomando, quest’ultimo ne è anche il regista (e insieme alla sorella Alissia il produttore di maggioranza). Gli altri attori del cast sono Massimiliano Coppa, Ewa Krawczuk, Valentina Del Rio e Silvia Pazzaglia.
Sulla base di una struttura narrativa a flashback, il film narra di un detective che cerca di scoprire chi, dei tre personaggi coinvolti (l’infermiera polacca Ewa, il suo ragazzo Marco, attore dilettante e titolare di un’agenzia di security e Stefano, dipendente di una società finanziaria), ha rubato 20 milioni di euro a una potente società che non può sollevare polvere sulla truffa subita.
Il film, dai toni intimisti e claustrofobici, prende i canoni del thriller psicologico e li stravolge: il furto e la ricerca del denaro diventano un pretesto per scavare nella vita, nelle relazioni e nelle motivazioni dei personaggi. Il finale è a sorpresa e spiazza lo spettatore.
Alla realizzazione del film ha partecipato anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia.

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